No, io non sono Paola Marella, ovvero: La morte del discorso

Da qualche mese a questa parte, una delle chiavi di ricerca che portano più accessi a questo blog è “Paola Marella” o “Paola Marella mediatrice immobiliare”. Non sono soltanto persone incuriosite dal programma di Sky, purtroppo: la maggior parte dei commenti è da parte di gente che crede che io sia Paola Marella e mi chiede consulenza. Per un po’ li ho cancellati, poi mi son arreso. Anche il post su Craig Warwick ha ottenuto la stessa attenzione: tre commenti che mi chiedono di vedere i morti.

La cosa, in sé, può fare piacere per il contatore dei contatti che gira e può anche far ridere. Però non vi fa un po’ paura? non vi pare che sottolinei ancora una volta che la soglia di attenzione ormai è tarata sulle cinque parole, per cui il titolo (lo slogan, il lancio…) è tutto e il ragionamento (o le cazzate, nel mio caso) non servono più a niente? Vi rendete conto cosa può fare il Tg1 con un titolo e una sigla? Cosa può voler dire pubblicare solo «la sintesi» delle intercettazioni?

Come cazzo lo spieghi a chi mi chiede di trovargli casa o di parlare con il bisnonno morto come bisogna riformare lo stato sociale, come si combatte il carovita o cosa sta succedendo in Medio Oriente?

Meno male che non sono Bersani, davvero…

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8 pensieri su “No, io non sono Paola Marella, ovvero: La morte del discorso

  1. ciao!
    anche io sono finita sul tuo blog così.
    è perché qualche settimana fa la nostra eroina è andata a “le invasioni barbariche” in veste di blogger.
    il suo blog devo ancora trovarlo.

  2. Ciao suibhne, anche io sono approdata al tuo blog cercando Paola Marella.. di cui non me ne può nemmeno fregar nulla, ma il bello delle ricerche in internet è che procedono esattamente come le libere associazioni in psicoterapia. Però il tuo blog mi è piaciuto davvero molto, hai una scrittura accattivante e perciò continuerò a seguirti.

  3. ciao suibhne, io in realtà sono finita sul tuo blog cercando csaba, ma mi sto leggendo anche gli altri post perchè mi piace il modo in cui scrivi
    non ci posso credere che ti credano paola marella, mamma mia…è vero, visto così fa sorridere, anche se immagino che dopo un pò diventi una bella seccatura…
    comunque ti volevo lasciare qui un saluto 🙂

    1. la gente è molto strana, guarda… e quando credono che io sia un veggente che va a parlare coi fantasmi in tv è anche peggio! comunque grazie, mia cara, e torna presto!!!

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