Scrittori americani, poeti provenzali, giornalisti francesi. Post per far inorridire i filologi romanzi, perché Paul Auster e Bertran de Born…

Ieri sera mi sono fatto la mia mezz’ora di M 7 per andare nel 19e a sentire Paul Auster intervistato da una tale Laure Adler, che leggo essere femminista ed ex consigliera alla cultura di Mitterrand, che parlava al Centquatre, un meraviglioso centro per la promozione dell’arte e degli artisti giovani ricavato dall’ex servizio di pompe funerbi della città in un quartiere piuttosto problematico.

Seduto a un tavolino che remixava ironicamente quelli dei cabaret d’antan – tovaglia rossa, sedie  fintamente dorate – ascolto il suo francese invidiabile, con un accento delicato e qualche lieve incertezza solo sugli ausiliari, il suo anno di università a Parigi, la guerra del Vietnam, la Columbia, i personaggi femminili dei suoi libri, la vecchiaia, il cinema, il nuovo libro. L’intervistatrice, che pare essere animata dalla voglia di fargli dire che tutta l’ispirazione della sua vita gli è derivata da Parigi anni Sessanta, interviene solitamente a cazzo, fa domande poco interessanti e lo tratta con disinvoltura, mentre lui continua a dargli del rispettoso vous. Poi arriva la domanda che giustifica questo post: “Alla fine del tuo romanzo inserisci una poesia di un certo Bertran de Bornte lo sei inventato? e come hai fatto a inventarlo?”.

Ora, le persone normali che leggono questo blog – sono convinto che qualcuno c’è – potrebbero non capire l’indignazione mia e dei filologi romanzi che stanno leggendo – sono convinto che qualcuno c’è – per questa frase. Non tanto perché l’ignorante non conosce Bertran de Born (anche se mi pare una colpa piuttosto grave, visto che bastava wikipedia prima dell’intevista per evitare la merda pestata), quanto per la programmaticità con cui i francesi hanno dimenticato il loro Medioevo e hanno rimosso l’esistenza di una letteratura occitana che li precede (che precede tutti, in realtà) e li giustifica.

Devo dire che sentire uno scrittore francese americano che spiegava, un po’ sorpreso, a una giornalista francese l’esistenza di un poeta provenzale davanti a una platea impassibile e a un italiano indignato in un ex stabilimento delle pompe funebri di un quartiere sensibile di Parigi è stato un riassunto interessante di cinquant’anni di cultura occidentale.

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13 pensieri su “Scrittori americani, poeti provenzali, giornalisti francesi. Post per far inorridire i filologi romanzi, perché Paul Auster e Bertran de Born…

    1. sì sì, certo… poveretta e disperata. Ha cominciato con dieci minuti di pompino (sconveniente per svariati motivi, tra l’altro) a Delanoë che è un sindaco bravissimo e che ha premiato Paul Auster, tanto per dire… però che qui in Francia ignorino l’esistenza del loro Medioevo è tristemente vero

  1. Complimenti per la profondità della preparazione dell’intervistatrice!
    Io probabilmente le avrei risposto con occhi sgranati e un commento acido… quindi, chapeau, Paul Auster!

  2. Ecco, questo tuo post vorrei incorniciarlo, linkarlo su FaceBook, rilanciarlo sul mio blog, mandarlo per e-mail a qualche amico medievista, QUALSIASI COSA, comunque sappi che sono scandalizzata anch’io – e non solo per questo – da ANNI, e anzi mi sta venendo meno la forza di continuare a scandalizzarmi…

  3. (Anzi, seriamente: posso ri-pubblicare il post sul mio blog, per davvero? Ovviamente linko la fonte 😉
    E’ giusto una riflessione che volevo fare, ed è giusto un fine-settimana in cui non ho tempo di scrivere, quindi la tentazione è troppo forte :-D)

      1. Okay, sei stato citato: spero non ti scandalizzi troppo l’essere stato affiancato a una osservazione tratta da un mensile di apologetica cattolica 😀
        Grazie mille, mi attivo per farne un imparaticcio a punto croce (:-P), e insomma grazie del permesso. Ma peraltro… non per dire, ma Betran da Born NOI l’avevamo studiato al LICEO, anche abbastanza diffusamente (in Letteratura Italiana, eh, non a lezione di Francese – peraltro non ho mai studiato Francese). Ma seriamente, come sono i programmi scolastici lì in Francia? :-S

        http://quadernetto.splinder.com/post/22862638/

    1. ehehe, grazie! ho corretto… sarà francesite: qui considerano francesi tutti quelli che parlano francese e hanno successo, che siano belgi, svizzeri o americani che parlano francese. Pensa che la tv francese tifava Dementeva al Roland Garros «parce qu’elle est francophone»…

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