Scogli

Da anni ormai sono entrato nel XXI secolo e leggo i libri sull’iPad. Non sempre e non tutti. Al mare, ad esempio, me ne guardo bene. A ci sono volte che mi dico che sbaglio, che sull’iPad  leggo di meno, che non leggo più in metro e quindi compro dei libri di carta che, senza eccezione, metto su uno scaffale e lascio là a prender polvere come un bibelot gozzaniano. Tutto ciò dimostra che leggo molto di meno non a causa del cambiamento di modalità di lettura ma a causa del fatto che son più connesso, più occupato e più pigro

Shame on me and on réseaux sociaux.

Ad ogni modo: per resistere al brutto che ci circonda, per iniziare il 2016 su un tono epico&eroico, per il fatto che sono al mio secondo (fallimentare) anno di russo (я люблю римский язык, aber…) e per colmare una lacuna di cui un po’ mi vergogn(av)o ho deciso di accettare la proposta di un gruppo di lettura di anobii e ho iniziato a leggere Guerra e pace, il primo gennaio.

Avevo completamente scordato cosa sia un’immersione così lunga in un mondo altro (che però è Tolstoij e quindi il mondo suo è anche il nostro e quello del Settecento e quello del Duemiladuecento). Son cose che non faccio più dal liceo, forse dai primi anni di università, e non sapevo mi mancasse. È un po’ quello che succede nel binge delle serie, con la differenza che non dura una notte o un weekend ma  già da cinque mesi.

Iniziare questa lettura su iPad mi ha probabilmente tolto un po’ di timore, perché i libri digitali impediscono la vertigine e il terrore del Tomazzo. Perché un conto è vedere 1900 in basso, un conto è tenere un volume immenso in mano e scorgere il secondo sul comodino. Si può leggere tranquilli, senza l’impazienza infantile della Fine, restando nel momento. È un esercizio ed è utile farlo. 

D’altra parte però si perde la soddisfazione di vedere la progessione di lettura. Perché un conto è leggere 52 per cento in basso e un conto è finire il primo volume.

È per questo, dunque, per prendere coscienza del punto a cui sono che ieri, da Gibert Joseph, ho cercato Воина и мир per reificare i miei progressi.

Ecco, speravo meglio.

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11 pensieri su “Scogli

  1. Carissimo, ne approfitto per ricambiare la visita e dire anche che sono un po’ nella stessa situazione: rispetto alla lettrice forte che ero da giovane ora faccio abbastanza pena, e mi rendo conto che è soprattutto colpa del fatto che molto del tempo libero che prima dedicavo alla lettura ora lo spendo su internet (l’altro motivo è la vecchiaia che avanza e mi porta ad abbioccarmi sul treno dopo due pagine). Anch’io però tento di sforzarmi e come te ho deciso di cominciare l’anno con un mattoncino reso portatile dall’ereader, cioè Le Benevole di Jonathan Littell e un obiettivo ottimistico per la sfida di lettura di goodreads… vedremo come va a finire.

    1. Allora, posto che anni fa non avremmo mai fatto passare DUE GIORNI per reagire a un commento, ti rispondo con il mezzo gaudio del mal comune.

      E comunque Le benevole è un libro meraviglioso che voglio rileggere in francese quanto prima. L’ho adorato, davvero. Certo, devono piacerti certe cose (e non mi riferisco alle parafilie di Aue) e deve piacerti la lingua se no ammetto possa essere insormontabile! Tienimi aggiornato!

  2. No aspetta ma quindi ho capito bene, ora lo stai leggendo in russo, al secondo anno? Complimenti caspita, io ho gettato la spugna prima ancora di cominciare… mmm magari ci (ri-)provo… forza e coraggio comunque!

      1. io mi ero comprata pinocchio in russo, forte del fatto che lo conosco veramente a memoria. così ho imparato come si dice “polendina” (e subito dimenticato), ma non sono riuscita ad andare oltre la prima pagina.

  3. anche io leggo meno. darei la colpa a internet se fossi in italia, avendo a disposizione libri italiani da comprare. però quando vado in italia e trovo qualche buon romanzo, internet sparisce finché non finisco il romanzo. ma ultimamente, sarà anche che non ho mai abbastanza tempo per cercare, ho trovato pochi romanzi coinvolgenti.
    quindi diciamo che dò la colpa alla vita famigliare, alla stanchezza che ne deriva e al fattore geografico.

    1. io non ci ho mai pensato alla difficoltà di trovare libri italiani! Anche perché da quando sono qui o compro su amazon o, appunto, leggo su iPad… però sai cosa? potremmo mettere su uno scambiolibro internazionale! non scherzo!

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