Cosa sentite

Era il 1992, direi, ed era d’aprile, credo. Di primavera, comunque, più o meno come adesso, solo più caldo e col il tempo più stabile, perché eravamo a Genova e la latitudine non è un capriccio dei professori di geografia, non lo è neppure la prossimità al mare.

Erano le medie, comunque, la seconda media per la precisione, ed eravamo, quindi, in via Berghini. Brutto edificio, quasi svuotato dalla fine del babyboom, ma scuola più che dignitosa. Quell’anno avevamo una professoressa di francese molto brava, nel senso che conosceva benissimo il francese (non è un dettaglio di poco conto, se vi ricordate i vostri professori di lingua) e aveva una pronuncia talmente perfetta da riempirmi di ammirazione per le possibilità mimetiche della voce umana. Certo, era anche molto cattiva e prendeva in giro gli studenti più stolti (non si fa) e i suoi metodi pedagogici non erano particolarmente moderni (imparare a memoria e ricopiare pagine di verbi) ma, sentite: erano gli anni Novanta e credevamo che la storia fosse finita.

Un lunedì pomeriggio, credo, la professoressa di francese ci fa fare un esercizio su qualcosa del tipo “J’aime le cinéma / j’aime la musique / j’aime les meringues” e, a corto di esempi, ci chiede “Che musica ascoltate? Quali sono i vostri idoli? Claudio Baglioni?”.

E noi, scellerati, abbiamo riso. Perché forse era anche un idolo, Baglioni, per qualcuno, nel ’92, ma di certo non per noi, tredicenni. Lei si è sentita ridicola, la sua autorità ne è risultata diminuita per lo spazio di un secondo. Che ridicola, una professoressa che non sa che musica ascoltino gli studenti, mi dicevo, ma in che mondo vive? in che epoca?

Solo che io tra poco faccio un esercizio con le mie secondes (quattordicenni, per capirci) e sto cercando un esempio del tipo “Mi piace il cinema / mi piace la musica / mi piacciono le meringhe”. E vorrei dire anche “Mi piacciono le canzoni di…”, ma di chi?

Di Adele?
Di Justin Bieber?
Di chi?

Chissà che sta facendo, ora, quella professoressa a cui mi sento (sono!), ventiquattr’anni dopo, così vicino…

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7 pensieri su “Cosa sentite

  1. Fossi in te non oserei fare ipotesi: anche se dici “Adele”, che è probabile che piaccia a metà classe, l’altra metà ti deriderà. A meno che non ci sia qualcosa di così trasversale come gli Articolo 31 ai tempi del nostro liceo, ma ci sarà sempre una piccola outsider come me che sbufferà di disprezzo.
    “Che musica ascoltate?” e poi lasciati stupire dagli abissi del loro cattivo gusto (per te insegnante e adulto).

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