Tu, vous e voscià, ovvero: La compagnia di navigazione che ti dà del tu

Non so, sarà la Francia che mi ha fatto ‘sto effetto, dove Freddy Kruger dice je vais vous tuer! nei sogni giovinetti, prima di squartare i comprimarî a unghiate. Non so, forse son sempre stato così,  mi sono sempre piaciuti il rispetto e il distacco (che pare un titolo da pamphlet), che son ligure e servaego e riservato (ma il voscià non ho saputo usarlo mai).

Non so, non volevo egregio dottore, né stimato professore. Mi bastava, quel gentile cliente. Ma poi perché, perché dico io, perché “Ecco i dettagli della tua prenotazione”? Ti conosco, compagnia di navigazione, mi conosci?

Non esisti neppure, compagnia di navigazione, non esiste altro che una mail automatica, un macchinario, dei bit e allora perché, perché dico io, ostenti il tu?

Tutto questo per dirvi sì, che non capisco tutto ‘sto tu, ma soprattutto che abbiamo prenotato.  Che ho un volo, un alloggio per due settimane (due alloggi, in verità, che è ciò che capita quando non puoi largheggiare, né vorresti), un viaggio in nave e che quindi, quindi so che almeno in vacanza ci vado.

image
Le sentier des douaniers

Advertisements

21 pensieri su “Tu, vous e voscià, ovvero: La compagnia di navigazione che ti dà del tu

  1. Avevo esposto, da parruccone come te, le stesse perplessità alle mie colleghe quando iniziai a lavorare per questa agenzia di traduzioni che si occupa di turismo. Alla fine ho ceduto al diktat del tu. Dice che si usa così nei siti di prenotazioni et similia ed effettivamente è vero. Non so come sia nata questa cosa.

  2. anche io avevo dovuto discutere a lungo col mio capo dell’agenzia immobiliare perché non riusciva a credere che un sito di immobili desse del tu all’utente.

      1. non dovrebbe, ma lo fa, e se ti sforzi di tradurlo col “Lei” alla fine ti esce come quei tremendi volantini delle agenzie turistiche tradotti malamente da un austriaco che ha studiato italiano e si aiuta con google translator.

          1. solo per te che vivi all’estero da tanto. finché stai in italia, ti sembra anche normale che i commessi di foot locker ti salutino dicendo “ehi, ciao mamma! posso aiutarti?”
            così hanno fatto millemila anni fa con mia madre, che ha reagito gelidamente: “non sono tua madre.”
            poi questa mania italiana di chiamare “mamma” le donne che sono neo-mamme, come se fosse un titolo onorifico… che è, ti ho partorito io? no! e allora chiama “mamma” tua madre, capra!
            ok, questa è una cosa che a te non capiterà mai, però per dire che il problema non è solo il “tu”.

    1. DOmanda seria: in inglese ci si dà sempre del “tu” o del “voi”? Perché il mio vocabolario tascabile A. Vallardi, che ha una trentina d’anni, riporta una minigrammatica per le emergenze e la seconda singolare è “thou”, come in Shakespeare 🙂

  3. Alitalia mi ha dato del “lei” recentemente via email, ma a parte quello, tornando dalla Germania dove ci vuole poco che il formale si usi pure coi bambini, la raffica che “tu” che mi becco ovunque in Italia mi disorienta.

  4. Ma t’è ancora andata bene.
    Qualche giorno fa, il sito di una catena di abbigliamento, invece di darmi il solito messaggio di errore 404, ha pensato bene di comunicarmi, testualmente: “OMG! I totally can’t find what you’re looking for, Sweetie…”.

    O_o

    Ahò! Sweetie lo dici a tu’ sorella, ma come ti permetti?! O__o

      1. Sì, d’accordo, va bene il contesto easy, ma c’è un limite a tutto: Sweetie lo dici a tu’ sorella, ripeto :-\

        Comunque, è una piaga dilagante che mi sembra essere particolarmente diffusa anche in tutti quei negozi che, di base, si rivolgono a un target di giovani donne (profumerie low-cost, certe catene di abbigliamento, ecc…).
        E, giuro, è una cosa di cui non mi capacito. Io capisco la policy aziendale che ti dice di dare sempre il “tu” a una cliente, e okay. Ma quando io, cliente, mi rivolgo a te dandoti del Lei. E tu continui a darmi del tu. E io insisto a darti del Lei. E tu continui ostinatamente a darmi del tu.
        Ma porca la miseria, ma sei scema?! Se andiamo avanti a parlare per cinque minuti e io, in tutto questo lasso di tempo, continuo a rivolgermi a te con abbondanti formule di cortesia, non ti viene il sospetto che forse potrei gradire lo stesso trattamento?
        A me sembra una cosa ai limiti dell’idiozia e della maleducazione… ma ti pare?

  5. Non è tipico delle agenzie di viaggi: in generale, su internet, in Italia si dà del tu (come nella pubblicità), a differenza che nei Paesi francofoni e germanofoni. Si noti che da noi nella pubblicità (e su internet) si usa anche l’imperativo.

    L’unica isola di RISPETTO è il Canton Ticino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...