I viaggi degli altri

Mi è capitato, qualche volta in questo 2013 che si candida a battagliare con il 2001 come anno più unheimlich del secolo-so-far, di finire a lavorare e leggere nella biblioteca Edmond Rostand, nel XVII arrondissement, che è come dire un quartiere ricchissimo e (di conseguenza?) Ausländerfrei.
È una biblioteca godibilissima, silenziosa e tranquilla: belle signore che sfogliano Elle o Tendance beauté, signori distinti che leggono quotidiani (quotidiano, in realtà, che aknt tutti etnicamente lettori del Figaro) o settimanali (Le Point, ad esempio, che si chiede dalla copertina se i francesi son pigri o no).

La mia postazione preferita è quella dove sono ora: al secondo piano, su una poltroncina comodissima, spalle a una immensa finestra che mi inonda di luce (pure oggi, sì, che sta arrivando l’inverno, per la terza volta in questo aprile) e faccia allo scaffale Récits de voyages – Guides de voyages.

Non è soltanto il godermi una poltrona (quanto vorrei una poltrona, senza per questo endorsare il governo Letta!) ma lo sbirciare, da sopra la liseuse ebook e i profetici Viceré, da sopra i compiti da correggere, mentre sottolineo in rosso terminaisons sbagliate, le guide che sceglie la gente.

Nessuno parte per Amstersam, o Venezia, neppure per Berlino o Barcellona, da questa biblioteca. Un ragazzo, stamattina, chino sulle guide del Sénégal (che si fa, in vacanza in Sénégal? C’è il mare, un lago, una montagna? Vestigia antiche, civiltà sepolte, parchi naturali?). Poco fa un signore guardava come andare a Réunion, ma quella è Francia, benché d’outremer. Una signora e la sua bambina progettano di girare per le isole egee. E adesso, come un colpo di scena fleurs bleues, una ragazzetta, vent’anni o giù di lì, che sfoglia Se balader dans Paris e – circospetta, che un po’ se ne vergogna, Trouver un Jules à Paris. Un fidanzato, un innamorato. Come Mimì nella soffitta, tra trine e fiori di carta.

Ma lei non è di qui, si vede. Non è suo quwaro arrondissement signorile, non è sua questa città, né questa regione. Ha una sciarpa fuxia, vestiti grigi e capelli arruffati.

Non troverà un Jules, ahilei, non qui, non oggi. Ed è meglio così, anche se non ci crede.

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