Di una chiesetta rosa, un dolce alla crema, un pallone di spugna

Quando ti sposti di qua e di là per la regione, a volte inverti i tempi di percorrenza e credi che da Courbevoie a Orly ci voglia mezz’ora, quando ce ne vuole più di una, e che da casa a Asnières ce ne voglia una e mezza, quando bastano quaranta minuti.

Dunque sono arrivato alla fermata Gabriel Péri un’ora prima del previsto, che è peggio di quando arrivi in anticipo di mezz’ora a Ivry, ne converrete anche se non sapete come sia Asnières-sur-Seine (né, verosimilmente, come sia Ivry, dove non ci sarà la rivoluzione, come vi dicevo). Asnières-sur-Seine no, non è un gran bel posto. Decido di scendere al capolinea della 13, al crocevia tra Asnières, appunto, e Gennevilliers, dove i tram non vanno avanti più (ma in realtà è da lì che parte la linea 1, per tentare una circumnavigazione dell’area metropolitana) e di fare, se mai, una passeggiata verso la via della Cometa e il più importante valigiajo del mondo.

imagePerché Asnières no, non è un bel posto ma ci son vie con i nomi graziosi (rue de la Comète, appunto), oppure socialisti (rue du Contrat Social), oppure istituzionali (rue Voltaire, rue Montaigne). E ci sono casermoni e veli in testa, ma anche il più importante valigiajo del mondo (sì, quel che conoscete che si chiama Luigi) e fuori dai laboratori degli ebanisti pare di stare in periferia, mentre quando entri sei nel lusso di Parigi e New York (ed è là che ti viene voglia insopprimibile di redistribuzione del reddito, quando hai schivato una transenna sghemba e poi entri e l’allieva tira fuori un porta iPhone 5 con tutte quelle LV che avevate capito).

Non son felice, per niente contento, di fare ‘sto pezzo a piedi, a lato delle superstrade. E faccio, quindi, un ragionamento da italiano, da turista e da medievista: magari ad Asnières c’è una chiesa, chissà dov’è. E torno indietro di due fermate, scendo a Gabriel Péri di cui sopra e cerco la chiesa di Sainte-Geneviève.

Ed ecco che dall’uscita della metropolitana, tre avvenimenti mi hanno riconciliato con Asnières e con la giornata grigia. In uno squallido panificio, che pare quell’autogrill che trovai in Grecia, di ritorno da Kammena Vourla nel 2003, o quell’altro nel mezzo delle Asturie (e c’era il principe delle Asturie, sulle pareti. Mi inteneriscono le monarchie), troneggiavano krapfen. E qui non capita. E sapete quanto mi manca (l’avreste saputo anche vedendomi a Colonia, Deutschland, qualche giorno fa mentre mi spingevo in bocca Berliener, scoprendo che costano 50 centesimi e che a Colonia, appunto, si chiamano Berliener e non Pfannküchen come dicevo io quando stavo lassù). E non solo: c’erano beignet anche alla crema pasticcera e costavano un euro solo e io l’ho preso, pagando la moneta alla donna voilé, e mi son commosso.

Poi ho raggiunto la chiesa e la facciata mi ha sorpreso, che è una facciata settecentesca e non so se è il mio sguardo o è davvero così ma a Parigi (e attorno) non mi vengono in mente facciate così. Facciate che mi ricordano quelle dei paesi nostri, con gli Appennini dietro e il mare davanti, o san Giovanni Battista a Bastia (che poi è come se fosse un paesino nostro, lo sapete). Ed è pure rosa, la facciata, che non lo crederesti, sotto questo cielo grigio. Entro, c’è un prete che transustanzia il pane e il vino e si inceppa sul nome del papa (storia vera, i dettagli se mai un’altra volta). Chiesa modesta, ma quei begli edifici onesti.

E infine, quando ero già pacificato, passo davanti a una scuola, i bambini giocano in cortile e mi gridano Monsieur, monsieur, monsieur! Li guardo e mi sorridono sdentati, che hanno perso la palla. Gliela ricalcio (no, non è vero: la prendo con le mani che non voglio far gaffes, ora che son pacificato) e mi ringraziano molto.

Ah, che pace, che gioia discreta che può essere la normalità.

E penso che dovrei scrivere la guida, delle città attorno alla Città, non per turisti, ma per passanti.

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8 pensieri su “Di una chiesetta rosa, un dolce alla crema, un pallone di spugna

  1. “Mi inteneriscono le monarchie” è una delle affermazioni più belle che ho mai sentito! Ti rubo la frase e ti cito perché è un concetto che racchiude in sé un mucchio di cose fatte di merletti e di solitudini e di té e di peonie e di tramonti e di donne giovani ma già vecchie. E… L’adoro!

  2. io la guida te la compro, ma solo se ci metti l’inidirzzod el panettiere che fa krapfen veri. Che spreco sti francesi che fanno inutili bignet non ripieni. Ma perchè poi, mi dico sempre, loro che le creme le mettono ovunque?

    1. mettono le creme, ma non mettono mai la crema! in niente! facci caso, è rarissima… eppure è cosa loro!

      comunque il krapfen migliore era a saint Maurice, ci so arrivare ma non saprei spiegarlo. Posso solo dirti che bisogna superare un ippodromo…

      (comunque, come sta la neo-progenie? anche lastejan del commento di sotto ha appena re-figliato :))

  3. l’idea della guida è veramente stuzzicante: un po’ da ridere e un po’ no, sulla periferia delle grandi città. una serie di guide. tipo io sono un’esperta di paesini insignificanti intorno a vienna e ho visto un paio di posti da brivido intorno a mosca.
    e poi lanciarla come guida alternativa: vai a vedere come vivono VERAMENTE i francesi, i tedeschi, i russi. forse darebbe vita a una corrente di turismo alternativo e realista. il turismo dei posti bruttini, delle perle nascoste in posti insospettabili: la stranissima faccia baffuta datata 1876 incisa su una porta che dà su una casa abbandonata a moggio udinese, in mezzo alle villette a schiera degli anni ’90. le chiesette insospettabili. i valigiai più famosi del mondo.
    va ben, ok, esagero. però sarebbe veramente un’idea!
    mi piacciono le tue descrizioni della provincia francese.

    1. grazie! effettivamente stai esagerando, ma perché no!? 🙂

      io mi specializzo in luoghi urbani, però, che la provincia agreste mi stucca e io son uomo di città e non mai di campagna. Tu puoi occuparti di paesini insignificanti attorno a Vienna che, secondo me, son montani ma magari solo perché son pregiudiziale e non ho letto la tua guida!

      (comunque, come sta la neo-progenie? anche Anja del commento di sopra ha appena re-figliato :))

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