Quella canzone là di Bocelli

Quando andavamo alle elementari, io e mia sorella (io in una classe dopo, mia sorella in una classe prima, che è più giovane), io facevo canto corale il sabato mattina con un maestro di canto corale di cui credo avervi già parlato, mentre lei faceva canto e suonava la melodica sempre il sabato con il figlio della sua maestra. Noi facevamo pezzi come We shall overcome, Oh When The Saints e Fratelli d’Italia ma anche la Lambada e alcuni pezzi del maestro in questione, orrendi ma da noi adorati (come la sempiterna Valli svizzere di cui son quasi certo d’avervi parlato). Mia sorella, invece, faceva pezzi come Ma PopofIl valzer del moscerino o Quarantaquattro gatti, ma anche canzoni di chiesa come Il falco volava o Voi chi credete che io sia?.

Entrambi, però, cantavamo il Va’ pensiero perché a scuola, almeno negli anni Ottanta che ora non so, si faceva il Va’ pensiero.

Ieri ho detto, alle simpatiche e brave pensionate del corso del matedì sera: Avete presente il Va’ pensiero? Facce allibite. Io volevo solo accennare due cose, mica fare una lezione sul Va’ pensiero (come si dirà, infatti, ove olezzano tepide e molli l’aure dolci del suolo natal in francese?). Ma su, dico, di Giuseppe Verdi!

– Ah, dalle Nozze di Figaro? dice una

– Ah sì! la canzone di Bocelli!

La canzone di Bocelli. Ecco, ripeto: non volevo fare una lezione sul Va’ pensiero ma se mi dite la canzone di Bocelli ne accettate le conseguenze. Lettura e comprensione del Va’ pensiero, pistolotto commosso ed emozionato sul Risorgimento, su Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia (ma pure sulla Repubblica, che sono repubblicano di cuore) e sul sentimento nazionale ferito dai giornali, dal cemento e dalla Lega Nord (oltre a…).

Colpa vostra.

(qui, se siete morbosi, un post su un orrendo Va’ pensiero in francese, di cui ieri ho taciuto l’esistenza. Vi avverto che è peggio di Bocelli.)

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4 pensieri su “Quella canzone là di Bocelli

  1. Che tristezza. Bisonga capire come vendicarsi. Tipo ‘comme d’habitude’? ‘Ah quella copia della canzone di Sinatra?” Non mi pare ancora abbastanza, ma qualcosa del genere…

  2. come quando, in periodo di elezioni, dico “non fatemi domande sulle elezioni, vi prego”, ma loro non resistono e chiedono “ma com’è possibile che così tante persone votino berlusconi?”. così si beccano un pistolotto infinito sull’ascesa di berlusconi attraverso i media, sull’influenza dei media sugli italiani e sulla superficialità estrema del cittadino medio (vedi “l’italiano medio” di maccio capatonda, ma questo non glielo posso far vedere).
    se le cercano, non riescono a trattenersi. li vogliono proprio, i nostri pistolotti.

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