Lezioni per un cuoco anglofono

Già vi ho detto dei miei problemi con l’inglese come lingua culinaria. Non posso farci nulla: Tomato and Basil Risotto non mi pare nulla di buono da mangiare, Pumpkin Gnocchi mi pare una mistificazione da ristorante del Wyoming in cui Gordon Ramsay farebbe una strage. E taccio del fatto che i pansoti di magro diventano Pansotti from Magro, come se magro fosse un posto o fosse un cantante di X Factor 2 e non una prescrizione dietetica quaresimale (tra parentesi oggi è venerdì di quaresima, traetene le dovute conseguenze).

E poi vedi frasi come questa:

An antipasto (hors d’oeuvre or appetizer) may be served before the primo at a more formal or special occasional meal and at restaurants. Antipasto means ‘before the meal’ and not, as is often mistakenly believed, ‘before the pasta’.

Beh, no. Non vuol dire quello, è vero. Almeno ci prova, l’autor-traduttor del libro, a far didattica e a spiegar com’è.

Però brrrrr…..

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7 pensieri su “Lezioni per un cuoco anglofono

    1. l’unica cosa che non capirò mai è come hanno fatto a conquistare il mondo e non imparare niente: né spezie indiane, né ravioli al vapore di Hong Khong, niente di niente.

      Giusto il tè hanno portato a casa.

      1. Li hanno portati a casa! Ma sotto forma di immigrati (e schiavi). In Inghilterra puoi trovare tutte le cucine del mondo, i Britannici sono anche cinesi, indiani (e italiani) etnicamente. Solo che loro, gli inglesi etnici, sono impermeabili alle altre culture: e’ una questione di orgoglio o, se vuoi, di boria.

        1. ma infatti dicevo proprio quello! che trovi tutte le cucine del mondo è chiaro, le trovi anche ad Acqui Terme, ormai. Solo che è incredibile che abbiano tutte le cucine del mondo attorno e non abbiano imparato niente!

          Pure i francesi, che tra l’altro hanno una cucina di base e non una qualsiasi, fanno il couscous…

          1. … che poi non e’ vero al 100%, secondo Jamie Oliver almeno. Dice che i piatti tipici inglesi hanno subito una profonda influenza dalle colonie. Sara’, ma io questa influenza non la vedo molto. Acqui: e chi si aspettava fosse ‘sto crogiolo di culture culiniarie!

  1. Ma no, questo è un luogo comune.
    La cucina inglese, è una cucina ricca, in cui si respirano tutte le influenze possibili ed immaginabili. Il vero problema della cucina del Regno Unito è che la maggior parte delle loro specialità regionali richiede una lavorazione da paura, roba da passare intere giornate a preparare solo un piatto.
    Le cotture stesse spesso sono infinite (quelle lunghissime al vapore, per esempio).
    Questo è anche uno dei motivi per cui si tende a credere che non esista una cucina degna di essere chiamata tale, perché con piatti di complicata esecuzione (talvolta anche per la reperibilità degli ingredienti) è difficile che vengano tramandati di generazione in generazione, come per esempio si può fare in Italia con un piatto qualsiasi.
    Nella cucina italiana (che è sicuramente ricca anche in varietà) l’unica cottura davvero lunga che mi viene in mente sono le 5-6 ore per il ragù, ma è una delle poche eccezioni, per loro invece sarebbe praticamente la regola.
    Anche per questo è più facile imbattersi in un Curry che in un Beef Wellington (anche se non ci vogliono giornate intere per prepararlo) e, a proposito, quest’ultimo è pieno di spezie al suo interno: curry, allspice, zenzero o altre, volendo.
    Tornando alle influenze, i vari curry (di verdura, di carne, di pesce) sono così inglobati nella loro cultura che non sono nemmeno considerati appartenenti ad un qualcosa di “esterno”, eppure lo sappiamo tutti che sono piatti tipici della cucina indiana.
    Lo stesso succede in Olanda con la cucina Indonesiana.

    Ho notato che una delle cose che Jamie Oliver sta facendo, quando non è impegnato a lodare e a promuovere la cucina italiana in Inghilterrra 😀 è il cercare di semplificare alcune delle ricette inglesi più famose in qualcosa di più umanamente preparabile, e lo stesso si può dire di Gordon Ramsay. Ho visto un video con un suo Beef Wellington veramente veloce.

    Erano secoli che non postavo in un blog! C’è voluto il tuo post a farmi svegliare 🙂

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