On my way to work, il martedì

Il martedì non vado in luoghi esotici, vado nella Parigi parigina che avete visto quando siete venuti a fare i turisti a Parigi. Ve lo dico perché, come disse Alessandro Piperno a Walter Siti (il quale mise la frase in esergo al Contagio) non esistono solo le borgate, c’è pure Park Avenue.

E quindi: non c’è solo Trappes, non c’è solo Orly ma c’è pure il 3e arrondissement.

Ma così come la malizia, la verità e la bellezza, anche il degrado è nell’occhio di chi guarda e soprattutto di chi guarda ogni martedì mattina, facendo lo stesso percorso. Ed è per questo che il martedì mattina prendo il bus 21 alle 9.35 e scendo, undici minuti dopo, alla fermata Châtelet. Attraverso la strada per imboccare rue saint Denis e arrivare in quell’agenzia di modelli in cui lavoro, appunto, il martedì mattina [e vi lascio il dubbio: sarò divenuto modello o insegnerò a una simpatica cinquantenne che lavora là?]. E più che l’Hotel de Ville o la rue de Rivoli, noto lo stesso naufragé, lo stesso sdf, lo stesso barbone – come diciamo noi che non abbiamo parole rispettose per dire le cose e che forse, almeno in questo, mostriamo onestà – che sta attaccato al bancomat BNP [che io mi chiedo sempre: capisco fuori dalle chiese, che uno si sente buono e cristiano, o fuori dal panettiere, che ha ancora gli spiccioli in mano, ma vicino al bancomat…].

Poi cammino una decina di minuti, incontrando serrande a metà abbassate – che Paris s’éveille à 5 heures, ma non in rue saint Denis, che son localacci zozzi in effetti – e negozi ancor chiusi. Noto soprattutto – ed è la ragione di questo post in realtà, perché è curioso! – il barista che apre il suo café tra la rue saint Denis e la rue des Prêcheurs: a quell’ora, tutti i martedì, dispone i tavolini davanti all’ingresso. Li sposta maniacalmente di pochi millimetri, perchè siano posizionati proprio là dove vuole lui e ci mette dei minuti. Io lo individuo da lontano e vedo che li sposta a destra, a sinistra, li inclina rispetto al muro, li raddrizza, come si fa con i quadri dopo averli appesi. Si allontana e li osserva in prospettiva, mentre io mi avvicino, lo supero e me ne vado.

Mentre la saracinesca è ancora abbassata e chissà magari qualcuno vorrebbe prendere il caffè.

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3 pensieri su “On my way to work, il martedì

  1. Descrizione perfetta, ho notato anche io le stesse cose da quelle parti.
    C’era anche la tipa che piazzava la sedia sulla porta di un “ristorante” *che pero’ ora non c’è più* e si fumava tranquillamente la sua bella sigaretta.
    Stava seduta con le gambe incrociate (ostacolando praticamente l’ingresso) e guardava i passanti come per dire “Non vorrai mica entrare? Non vedi che sto fumando?”

    PS: Secondo me Il barbone del bancomat si è fatto due conti: fuori dalla chiesa e dal panettiere ti becchi solo pochi spiccioli, dal bancomat se uno perde una banconota ti fai la giornata.

  2. Dopo anni ho deciso di riaprire un blog, con lo stesso vecchio nickname di battaglia, ma un titolo nuovo. Quando capirò come funziona questo perfido WordPress proverò a inserire link e a fare in modo che i post vengano visualizzati per intero, non solamente una parte e poi “continua a leggere…”
    E in tutto ciò rinizierò a leggerti più assiduamente 🙂

    Gallagher

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