Pitoni e cincillà

Se devi consegnare un articolo a marzo e oggi è il 17 settembre, è chiaro che sei in ritardo. Soprattutto se devi ancora cominciare a scrivere la prima frase. Soprattutto se la scadenza improrogabile è il 20 settembre. E domani è domenica e non ci son le biblioteche e lunedì non ci son le biblioteche nemmanco ma non importa perché tanto lunedì lavori a Trappes che è come dire che sei di Genova e lavori nella Zona Industriale Caraffa, vicino a Silvano d’Orba (AL), lavoro per cui sarai pagato a 30 giorni, tra l’altro, ma queste sono rivendicazioni sindacali che vi risparmio.

Malgrado tutto ciò, è sabato ed è tiepido, fuori. C’è il sole e, obiettivamente, potrebbe essere uno degli ultimi sabati di mezza festa e di quasi male. E, se non bastasse la tua pigrizia, su M6, mentre mangi paneburroemarmellata fuori orario (che poi non è marmellata ma, ahimè, gelée di cassis che è il ribes nero ed è una di quelle cose che ti ribaltano la visione del mondo perché – per un francese – non è che c’è il ribes rosso e quello nero, ma il cassis e la groseille che è come dire: il mondo è come lo nomini, tié sperimentalo e viva Abelardo), fanno un programma in cui una ragazza sovrappeso di 27 anni con una bambina di sette anni è disoccupata ed è obbligata a vivere con sua mamma. Se non fosse che lei ama i pitoni e ne ha quattro in casa e la mamma, che poi è nonna, vorrebbe che si trovasse un lavoro e le levasse dai coglioni i pitoni e le sue amiche le danno ragione ma la ragazza non vuole. Ci sono anche scene della settenne con i pitoni attorno al collo, che li accarezza guardando la TV. Come si fa a uscire senza sapere che succederà a questa tenera, bislacca famiglia?

Poi parte la seconda storia: Lui e Lei hanno trent’anni e una bambina di due anni. E vivono con quatre-vingt-dix chincillaQuanti? Novanta. Cincillà. E hanno tutti un nome, che io neanche sapevo esistessero novanta nomi. E li amano smodatamente, li pettinano e li vezzeggiano perché vogliono partecipare – i padroni, che i cincillà non hanno autocoscienza – al concorso mondiale di bellezza dei cincillà che si tiene ogni anno in Belgio.

E allora vabbè, niente ha senso ed io esco e vado a scrivere ‘sto cazzo di articolo in una biblioteca che – spero – silenziosa, deserta e senza cincillà.


Un giorno vi scriverò un post su Régine, dovete sapere…

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6 pensieri su “Pitoni e cincillà

  1. ah, un po’ di sano animal hoarding! se seguissi ancora le trasmissioni tedesche scopriresti che anche qui è molto in voga. gente con 2000 pappagallini in casa, allevamenti selvaggi di cani, gatti, capre e conigli tutti insieme appassionatamente.

  2. Ma io voglio sapere i nomi di tutti e novanta i cincillà! E poi quanti maschi e quante femmine? Non puoi dare notizie del genere e non essere neppure vagamente preciso nel riportarle. Non è giusto 😦

  3. Ma perché la tipa coi quattro pitoni è disoccupata? Con tutta la richiesta di ammaestratrici di pitoni che c’è nel mondo…
    (Ma poi come li mantiene quattro pitoni? Lancia loro i buoi dal campo di fronte? O si accontenteranno di ingoiare l’intero vicinato?)

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