La RER N puzza dei salottini delle vecchie zie

20120625-122823.jpgLa RER N puzza dei salotti delle vecchie zie. Con le carrozze metallizzate, che assomigliano – da lontano – a quelle che sferragliano in alto, sui cavalcavia di Chicago a ER o Good Wife, e che da vicino sembrano convogli sovietici, servono la linea che va da Montparnasse a Rambouillet, dove c’è la foresta, dove facevano i vertici sul Kossovo, dove Madeleine Albright si incazzava e dove Dini faceva il doppio gioco, pare.

Nessuno dei due per andare a Rambouillet prendeva la RER N, ovviamente, ma se l’avessero presa avrebbero sentito anche loro, e lo sentireste anche voi se lunedì prossimo saliste con me, l’odore che intendo: quello dei salottini da Spießer, con i divani scomodi dove nessuno si siede, con l’imbottitura smilza e i vellutini, con il portafrutta sul tavolo (e la frutta di vetro, cera o plastica), il centrino, le foto di tutta la famiglia, disposte secondo gerarchie imperscrutabili, i quadri brutti e le repliche famose, dove non entra nessuno se non la zia, con la lucidatrice, ogni settimana (ma perché descriverlo, che lo conoscete anche voi?). E le finestre son sempre chiuse ed è per questo che c’è quell’odore di salottino che impregna le sedie e i vellutini che c’è anche sulla RER N che, vi assicuro, non prenderete mai.

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12 pensieri su “La RER N puzza dei salottini delle vecchie zie

  1. Non capisco perché insisti a chiamare la linea “Transilien N” “RER”. E’ scorretto nei confronti del tuo lettore che si aspetta che il treno narrato faccia parte del “Réseaux Express Régional” (esempio di modernità per tutta l’Ile de France) e invece poi si trova davanti ad una linea anni ’70! E’ pubblicità ingannevole e lo STIF potrebbe citarti in giudizio.

    In ogni caso, il cartello ARIVE è meravigliosamente vintage: sembra uscito direttamente da IPlaytime di Tati.

    1. Hai ragione, ma ormai la regione mi si è sciolta in testa come un’unica amalgama indistinta e ormai chiamo tutto RER, pure il metro a volte. A parte gli scherzi, non solo la stif non mi ha fatto causa, ma mi ha appena iniziato a seguire su twitter! Mirabilia dell’automatismo e delle parole chiave!

      Comunque è un treno fetente, mentre la U è così elegante che dovrebbe divenire standard!

      1. ecco appunto insomma, il qui presente lettore medio si stava chiedendo dove forrsero la rer M, L, I , H, etc etc… io ero arrivata solo fino alla E

  2. quell’odore preciso a casa mia non ha un nome, ma se ci aggiungi un po’ di minestra diventa “odore di casa di vecchietto genovese”.sai quando vai a benedire le case col prete e i vecchietti invitano sempre il prete e i 7 chierichetti ad entrare? (e i chierichetti sono 7 non per devozione, ma perchè alla fine ci si spartisce una borsa straripante caramelle)

    1. in realtà io non sono mai andato a benedire le case, né ho mai visto qualcuno accompagnare un prete a benedire le case, però se ci metti la minestra diventa odore di casa di vecchietto genovese, non odore di salottini di vecchia zia! che poi non di mia zia, di una zia generica…

      1. lo so, lo so, ma infatti dico: il salottino della vecchia zia è polvere/plastica/pavimenti incerati/qualche vecchio profumo, ma se aggiungi la minestra, il salottino della zia diventa una casa di vecchietto genovese. la differenza è che la zia apre la finestra dopo aver cucinato per far rinfrescare la casa (e quindi anche il salottino), il vecchietto genovese no perché u l’è freido.

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