La speranza di vita sulla RER B

In questo periodo la mia giornata si svolge in parte sulla RER B. Abito a Port Royal, lavoro un po’ dappertutto ma anche a La Courneuve (scendendo a Le Bourget) o Massy (scendendo a Les Baconnets). Poi quando ancora in questa città avevamo una macchina, parcheggiavo a Gentilly. E a volte prendo la B per andare a saint Michel o a Châtelet. O allo Charles de Gaulle. E a giugno scorso, ricorderete forse, sono finito in una casa di Villepinte con un pappagallo e una marsigliese devota alla Madonna che doveva passare il BAC (e non credo ci sia riuscita).

Insomma la mia vita e la RER B passano in zone terribili, in zone bellissime e in terre di nessuno. Poco fa leggevo su Le Monde di un’inchiesta dal titolo «La ville, la vie, la mort dans Paris et ses banlieues au long du RER B». Potete leggerla qui, ma vi anticipo le conclusioni: la RER B percorre circa 70 km  ma «en moins d’un quart d’heure de trajet, le risque de mourir une année donnée augmentede 82 % entre les arrondissements les plus aisés de Paris et le quartier du Stade de France». Per chi sia passato almeno una volta da quelle parti la cartina che correda l’articolo di Rue89 è soltanto la rappresentazione grafica di una impressione evidente: vivere in zone degradate ha effetti patogeni che sono «liés à mille choses : au cadre de vie, au stress, à la pollution éventuelle, au fait qu’il n’y a pas d’offre de santé suffisante dans ces zones-là».


La domanda adesso è: quando morirò io, visto che vivo a Port Royal, con un titolo di studio da Port Royal, ma con un salario da Aubervilliers? Ad ogni modo, io sto abbastanza bene.

Annunci

8 pensieri su “La speranza di vita sulla RER B

  1. a me è capitato di imbattermi nella Rer B a Novembre scorso per andare da CDG alla fiera a Villepinte e da lì alla Gare du Nord per poi cambiare verso il mio albergo…effettivamente è una linea che ha un qualcosa di strano e di suggestivo..dalla città al nulla con un solo treno 😉 una volta cmq il mio treno dalla Gare du Nord è stato misteriosamente troncato proprio alla stazione dello Stade de France nonostante fosse per la fiera…che fosse un tentativo di farmi fuori? 😉

    1. beh, ma il fatto è che non c’è il nulla, sulla RER B… solo a Saint-Denis abitano 100 mila persone, a Aulnay 80 mila, a Massy altri 40 mila… cmq no, non credo volessero farti fuori 😉

  2. Mamma suibh… io spero che tu un giorno potrai avere un salario da Port Royal!
    La RERB passa in posti terrificanti: te lo dice una che ha sempre abitato al limite della suburra… io non mi sono mai abituata e mai mi ci abituero’. E pensare che siamo in Francia, ovvero in un paese che, comunque, offre tanti aiuti a chi ha necessità. Non oso pensare cosa sia altrove. ma anche in italia, se pensi a certe periferie milanesi in cui passando anche in treno vedi, senti, che lo stato non c’è per nulla.
    Questa è un’impressione che ebbi molto viva, la prima volta che mi recai nella periferia di Milano dopo qualche tempo che vivevo qui. L’impressione di essere in una non mans land

    1. guarda, pure un salario da Neuilly mi auguro 😉 ad ogni modo, sì credo si potrebbe fare uno studio analogo sulle Ferrovie Nord o su qualche trenino suburbano romano…

  3. La RER B è il male. Io ho lavorato per un anno a Massy, vivendo vicino a Aulnay (sulla cartina non c’è, devo prenderlo come segno positivo?) e non sono mai riuscita ad abituarmi. Infatti ora vivo nel centro centrissimo di Lione.
    Comunque, secondo me per ora tu devi fare una media tra la speranza di vita di Port Royal e quella di Aubervillier…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...