Di quando ascoltavo Guccini e di ora, che lo ascolto di nuovo

Dalla finestra dei miei 18 anni

Come già annunziato altrove, sto rivivendo una fase gucciniana, come quando ero un giovanotto pieno di speranze confuse, ma speranze (perché a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si hanno in testa a quell’età ovviamente). Non so se sia una fase regressiva, di ritorno alla (post)adolescenza, a quegli anni là che poi, a ben vedere, così gioiosi non furono ma che lo sono nel ricordo selettivo dei vinacci cancaroni aspri, in bettole del lungobisagno, dell’entroterra o nella farinateria che stava sottoterra in piazza Tommaseo che una alluvione fece chiudere e che ora è un negozio equosolidale (là dove c’era farinata, panissa e pesci fritti ora c’è il quinoa equosolidale), di concerti, di cd comprati (non solo non si scaricava, non esisteva internet ci pensate?) e cassettine scambiate (quelle che ho eliminato nel mio ultimo ritorno a Genova). Di volantinaggi, anche, e cassettaggi, per chi sa di che parlo.

Non so se sia un ripiegamento vero e proprio, se si tratti di malinconia metereologica (che poi malinconia non è, perché non è che mi senta malinconico, anzi) o il fatto che mia mamma sta per compiere sessant’anni e mi pare ieri che io e mia sorella le abbiamo fatto la recita per i quarant’anni (e mia sorella è mamma, e mia mamma è nonna e io sono zio eccetera) ma ho scaricato l’intera discografia di Guccini e – mentre leggo Uguccione da Lodi – ascolto Amerigo che, all’epoca, era la mia preferita.

O una delle.

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18 pensieri su “Di quando ascoltavo Guccini e di ora, che lo ascolto di nuovo

  1. Ecco, Ale, qui mi scendono le lacrimucce. Perchè in quel periodo c’ero anche io. Mi ricordo della farinateria di Tommaseo (vicino a casa di AleD’Ale), ma anche di Guglie in via S. Vicenzo. Mi ricordo dei cassettaggi, in cui ci inerpicavamo in impronunciabili e sconosciute vie con la speranza di portare un po’ di luce politica.
    Mi ricordo di Imo, ma anche del Griugua in cui andavamo sostanzialmente ogni weekend ad intrattenerci con il buon Alberto ed i suoi compagni di avventure giurisprudenti. Così come mi ricordo di schitarrate praticamente ovunque in campagna elettorale, e di fave e salame nei primi maggi.
    E ora mi ritrovo proprietario di casa, con il giardino da curare, i miei genitori di 65 e 67 anni, a vivere a 2000Km dalla casa paterna.
    Grazie Ale, sei la mia personale macchina del tempo!

  2. Guccini… anche io! Anche io lo ascoltavo a palla e non ho mai smesso di ascoltarlo. Ma anche De André. Soprattutto De André. Quando è morto ho pianto per giorni come se lo conoscessi. Ma forse era l’adolescenza che faceva quell’effetto.

    1. no no, quella non è l’adolescenza è che era De André! comunque a me fa più rimpianti Guccini, perché all’epoca lo ascoltavo di più e ora mi rivedo giovane e ingenuo e senza obblighi fiscali 🙂

      1. Ale, ricordi quell’inerpicato balconcino del modena da cui abbiamo visto “La buona novella”? Purtroppo la vigilia di natale non ero a casa e me la sono persa in TV, ma ricordo un claudio bisio in splendida forma, una lina sastri magnifica, una bella leda battisti, e le voci atroci… e finisco con le incensazioni… ma soprattutto mi ricordo del pipistrello che girava in sala!

  3. che bel post.
    anche io vado un po’ a ondate gucciniane. in genere metto don chisciotte e la locomotiva (le mie preferite) a bomba e le canto a squarciagola, a volte anche agitando i pugni come quando le cantavo con le mie amiche e ai concerti. e invece sto lavando i piatti mentre mio figlio gioca coi duplo e mi guarda perplesso.
    va’ che mi fai venire la malinconia (finta) anche a me!

  4. corriamo, corriamo e ad un certo punto ci dobbiamo fermare a guardare indietro. mi sa che siamo una generazione di nostalgici!

    ps: suibhne, ti ho dato il premio di versatile blogger, non so se altri l’avevano fatto prima…
    comunque se vuoi vai a vedere sul mio blog!

  5. a te fa lo stesso effetto come allora? a me fa un po’ alba magica in collina. forse ne ho abusato. ora mi rimangono scirocco, samantha e la canzone della bambina portoghese.

  6. dei miei vent’anni ho ricordi simili ai tuoi – dai vinacci bevuti senza successivo mal di pancia alle great expectations. d’altra parte, frequentavamo la stessa facoltà, avevamo forse qualche amico in comune e ci salutavamo pure, seppur con genovese riserbo. però guccini no, quello non lo digerivo un tempo e non lo digerisco oggi!

  7. Un tempo di fagiani (!) e aule tutores; un tempo in cui non ero ancora un padrone di casa (!) e non c’erano gli spot pubblicitari sotto i post dei blog…

    Quando scendi per le feste, fatti sentire

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