31 esami e una pianura brumosa

20120105-174159.jpgE quindi niente, 308 km su un TGV che stavo per perdere, verso l’Anjou, con la pianura brumosa che ci si aspetta il 4 gennaio, per arrivare in tempo per la prima interrogazione, alle 10. Fino alle 18.30, con mezz’ora di pausa nella quale ho preso possesso della mia camera d’albergo, piccola e confortevole. Poi due crêpes di cena: una galette maigret de canard fumé e mele saltate al burro e poi una crêpe al caramel beurre salé.

Stamattina di nuovo, dalle 9 alle 13. Dovevo finire prima, ma una che ieri non si era presentata dice che era malata e dai, su che fai? la mandi a casa bocciata perché stava male? Poi un big mac al pain complet, che si fa presto, costa poco e sfama. E poi compilare i verbali di correzione, che è un lavoro lungo lungo lungo e potevo farlo anche domani, o dopo ma comunque entro il 16 ma perché? Così ho finito tutto e e ho depositato il malloppone ed è stato oh! quanto è stato bello!

Adesso altri 308 km e ci dimentichiamo di Angers, almeno fino ai rattrapages di giugno perché stavolta sono stato più severo, come mi è stato chiesto, e ho bocciato un po’ di gente.

Tipo quella che sosteneva che Yvain diventasse un lupo mannaro (e rideva porcina, quando le ho detto che no, proprio no!), quella che diceva che la chanson era stata scritta da Roland (già), quello che vedeva religiosità in posti in cui non c’era (ma si sa, nel Medioevo «erano ancora credenti», sic! e in una università cattolica!), quella che parlava di versi ottosillabili e quella che rideva e non parlava (ma non come Rimmel, come Scema!).

Però ho promosso molta gente, la stragrande maggior parte. Anche quello che diceva quoi alla fine di ogni frase e agitava la mano come Fabbri Fibra, perché diceva cose giuste ed era appassionato, benché ingenuo. Anche quella che diceva che la Chanson de Roland era del XIX secolo, perché era troppo grossa per non essere davvero un lapsus. Anche quello che aveva idee vaghe e confuse ma che sapeva, quando doveva rispondere alle domande. Anche quello inquietantissimo che mi aveva posto questioni dopo una lezione: è stato un po’ impreciso e lo sguardo e la barba facevano paura, ma è stato l’unico a non parlare con voce tremula, guardando il foglio, qualcosa dietro la mia spalla o sul pavimento ma di sicuro non me. Anche Quello-coi-dread, ve lo ricordate? l’avevo già bocciato due volte ma è tornato. Quello che copiava, quello che balbettava risposte, sbagliandole pure. Beh, ha tagliato i dread e ho capito perché li aveva. DUMBO. Però ha risposto bene, che quasi mi dispiace di avergli dato solo 11.

Anche Wiener Schnitzel, ma lei era ovvio. Non mi ero accorto, a lezione, che avesse questo accento tedesco che non ammetteva repliche. E’ stata l’ultima, ieri sera, come era stata l’ultima, l’anno scorso, l’altra austriaca. Le è bastata una frasetta (Come si è trovata, qui in Francia?) per darle il via e ha riversato una cascata di giudizi condivisibili sull’Università francese, dal fatto che gli studenti sono come bambini al fatto che i professori danno voti troppo bassi. Riparte tra dieci giorni, se ne torna in Bassa Austria. Ah, vicino all’Italia, ho detto io che non sono granché forte in geografia e ho confuso la Carinzia (intimo di – ) e la Niederösterreich. No, mi ha detto lei. Al che ho provato a spiegarle che mi confondevo con la Carinzia, ma non sapevo come si dicesse in francese, non ero sicuro di come si dicesse in tedesco e non mi pareva carino dirle Il Land di Haider. Ad ogni modo ‘sta vicino a Vienna, io le ho detto che ci son stato a Capodanno e lei mi ha detto che andare a Capodanno a Vienna è da matti. E io le ho detto che insomma… mi pareva di stare nel salotto di casa, tutti ballavano il valzer eccetera e che dovrebbe vedere cosa succede in Italia e lei mi ha detto che è stata in Italia solo una volta, a Roma, quando l’Italia ha vinto i Mondiali e che forse capisce cosa intendo. Ecco.

Le ho dato 16, mi è parso sufficiente.

Ma poi ho controllato sulla cartina: Alta e Bassa Austria rispetto a cosa? perché l’Haut e il Bas-Rhis li capisco, e pure l’alto e il basso Egitto, e pure l’Alta e la Bassa Sassonia, ma l’Austria? sono Est e Ovest, semmai, ma quello – forse – pareva triste.

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13 pensieri su “31 esami e una pianura brumosa

  1. Clap clap clap! Meglio del cinema 😛
    (sentivo la mancanza delle storie del tipo coi dread: ed ora conosciamo anche il suo segreto!!! Grazie!)
    Ora vado ad asciugarmi le lacrime, ci sono stati attimi in cui ho pianto dal ridere.
    Pensa seriamente a tirare giù uno stupidario che i francesi ancora non lo hanno!

    1. ma sì che ce l’hanno, ce l’hanno eccome… hanno dozzine di bêtisiers del bac… comunque grazie 😉

      detto questo: lo sai che sei stata quella che ha commentato di più nel 2011? grazie 🙂

      1. Occavolo ce l’hanno? Ouch, quanto è vasta la mia ignoranza, ma quante cose mi permette di imparare allo stesso tempo! 😀

        Nooooo veramente sono quella che ha commentato di più nel 2012? Rido, perché i blog in cui commento si contano sulle dita di una mano, per cui la notizia mi ha sorpresa non poco!
        Ora che ci penso pero’ è vero… qui ci vengo con lo stesso spirito di quando apro un libro o una rivista che mi piace. Mi diverto troppo a leggerti, per quello non posso stare zitta 😛

  2. Scusami. Sto vivendo un attimo di difficoltà.
    Perché Yvain diventa un lupo mannaro???
    Cioè: ho capito che non lo diventa veramente, ma mi domando: in base a che cosa, la ragazza sosteneva tale tesi? Aveva interpretato male un qualche passo (ma quale? O.o), oppure se l’era proprio sognato sotto l’effetto di qualche droga?
    😐

  3. Kaernten! Io nella Bassa Austria c’ho insegnato per un anno e non ho mai capito perché si chiamasse così. Neanche loro lo sanno! Capodanno a Vienna l’ho fatto 2 volte, di cui una sola fuori casa: due pazzi hanno messo delle scatole da scarpe piene di petardi in mezzo alla strada e hanno dato loro fuoco. Mi sembrava di essere in una trincea del ’15-’18, avevo paura di morire, tanto che ho indietreggiato e ho dato una testata spaventosa contro lo spigolo di un davanzale. Per il fumo o per il panico mi è venuto un attacco d’asma e per il fumo o per la testata mi girava la testa. Da allora ho ammesso a me stessa che odio i botti di Capodanno e che odio Capodanno a Vienna, nonostante il valzer.
    Anche il Capodanno a Berlino fa abbastanza paura. Oddio, ora ci devo scrivere un post!

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