Da una parte e dall’altra, ovvero: Post in cui do prova di empatia e prescienza

Anni fa, l’università cominciava a fine ottobre, alcuni corsi a novembre. Era già freddino, la mattina, e io avevo lezione di letteratura latina alle 8, il lunedì. L’aula N della Facoltà di Lettere, a Genova, è lunga, rimbombante e fredda, io arrivavo in ritardo, mi mettevo infondo e un po’ ascoltavo e un po’ mi distraevo e a volte sonnecchiavo. Ma era il secolo scorso, anche se per un pelo, e due decenni fa, per lo stesso pelo, e quindi è caduto in prescrizione. Una delle cose a cui pensavo era, Cacchio però… questa qui per farci lezione di letteratura latina tutte le mattine alle otto avrà passato l’estate a preparare il corso! chissà cosa si prova a passare l’estate a preparare un corso, magari tutti vanno al mare e tu No, no andate voi… vi raggiungo dopo aver letto ‘sta cosa su Medea…

Mi ricordo anche che prima di Natale c’erano sempre i compiti in classe, al liceo, e quindi a gennaio, appena tornati, le professoresse arrivavano con pacchi di protocolli sotto il braccio e ti consegnavano le versioni, i temi, i compiti d’inglese e matematica (come diceva lei, che intendeva altro). Quando non ero troppo preoccupato per il risultato, mi ricordo che pensavo a cose del tipo Cacchio, però… questa qui per consegnarci trenta versioni di latino il 7 gennaio avrà passato le vacanze a correggere i nostri compiti, poveraccia… Chissà cosa si prova a passare le feste a correggere compiti, magari vanno tutti alle cene, a mangiare il pandolce e tu No, no andate voi… vi raggiungo dopo aver corretto le cazzate che scrivono questi…

Bene, ormai ho capito tutto e avevo ragione: non è poi ‘sta gran figata.

Ancora trenta tesine, trenta.

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12 pensieri su “Da una parte e dall’altra, ovvero: Post in cui do prova di empatia e prescienza

  1. Credo che il mio (ex) sia l’unico liceo in tutta Torino, forse in tutta Italia, che mantiene ancora la suddivisione trimestre-pentamestre. La pagella trimestrale viene data attorno al 20 dicembre, poco prima delle vacanze di Natale, e poi si prosegue con un unico enorme pentamestre da gennaio fino a giugno.
    Lo trovo comodo per tante ragioni, anche dal punto di vista dello studente; ma non è questo il punto.
    Il punto è che, secondo me, i miei (ex) sono gli unici professori di tutta Torino, forse di tutta Italia, che possono passare le vacanze di Natale senza fare assolutamente NIENTE, avendo chiuso il programma al 20 dicembre e dovendolo riaprire il 7 gennaio.
    Mica scemi, veh? 😛

    (Solidarietà!)

    1. ti giuro che il pentamestre non l’avevo mai sentito e, se lo trovassi in un compito, lo correggerei come parola INESISTENTE.

      Detto questo, perché tutto quello che ti capita è così fuori dall’esperienza di ognuno!? 😀 son davvero ammirato, però…

  2. L’unica è portarsi dietro i compiti; e correggerli a tavola con gli amici (tipo brainstorming) perché cosi’ prendi due piccioni con una fava: correggi i compiti ed inventi anche un nuovo gioco da tavolo!

  3. Vedi? Già al Liceo avevi la mentalità da prof! Io e i miei compagni pensavamo che fare il prof era una figata perché avevano il pomeriggio libero e tutte le vacanze a casa e (quasi) li invidiavamo! Questa cosa del tempo per correggere i compiti non ci è mai neppure venuta in mente (salvo farsela addosso, poi, quando ce li riportavano…)!

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