La Mia Grande Vittoria. La mia e di Ted Mosby, in verità (Ma io sono un personaggio reale!)

Mi sono ricordato per quale motivo prendevo sempre l’ultimo treno utile per Angers, quello delle 11 che mi fa arrivare in città quaranta minuti prima dell’inizio del corso: se sto due ore in sala professori, o in giro per l’università o in biblioteca il tempo non passa e mi cresce una tensione senza senso. Ma proprio tensione, tipo quella prima dell’esame di scuola guida quando ti dicono che il tuo esaminatore è quello che boccia sempre tutti. O tipo quella che devi avere quando sei a miss Italia, no?, quando siete rimasti in due e Frizzi prende tempo. Solo che ripeto: è una tensione senza senso, ormai sono a mio agio là davanti a camminare avanti e indietro e a picchiettare con il medio sulla lavagna.

Ma c’è anche un altro motivo: nelle due ore di attesa mi viene fame, quindi mangio due o tre biscotti e durante la lezione, mentre parlo, sento un sommovimento nell’esofago e inizio a pensare che magari, tra poco, a tradimento, beh mi verrà – scusate la trivialità – da ruttare e non si può, mentre si fa lezione, che già ho parlato un’ora con la zip abbassata.

Quindi niente, la prossima volta prenderò di nuovo l’ultimo treno, come la donna cannone e similmente e Gérard Depardieu e Catherine Deneuve (vi ho mai raccontato quando ho incontrato Catherine Deneuve?), così da evitare ogni inutile tensione. Ma questa è un’inutile premessa perché devo rendervi partecipi della Mia Grande Vittoria. Ricordate che la mia carriera da insegnante è iniziata con quella di Ted Mosby? bene, io e Ted continuiamo ad avere una vita parallela: due episodi fa ha passato tutto la puntata a cercare di far appassionare la sua classe all’architettura, nella speranza che almeno uno decidesse di fare l’architetto. Bene, io ho passato tutto il mio episodio di oggi a cercare espedienti appassionanti e, alla fine, si è avvicinato uno studente a chiedermi approfondimenti, a farmi delle domande e a chiedermi la reference di quell’articolo di cui ho parlato.

Poco importa se è lo studente più creepy della classe, a metà tra il talebano Johnny e Braccobaldo Bau, e che nessuno dei suoi compagni lo saluta, e che prende appunti su un computer fuori scala e che ha sempre una camicia a quadri che mi fa pensare a come dovesse essere il marito della Signora del Ceppo piuttosto che a come era Kurt Cobain. Poco importa se mi ha chiesto i riferimenti di un articolo quando io ho spiegato bene che si trattava di un’opera in 8 volumi.

Poco importa: se ne hai salvato uno li hai salvati tutti, più o meno.

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7 pensieri su “La Mia Grande Vittoria. La mia e di Ted Mosby, in verità (Ma io sono un personaggio reale!)

    1. ma figurati! io ho fatto l’esame di guida un giorno che c’era sciopero alla motorizzazione e c’era solo un esaminatore crumiro e disattento che dava al padrone la forza che lui non ha e a me una patente rosa e cartacea…

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