Le basi del diritto moderno e il mio professore di filosofia

Eravamo in quinta liceo, nel 1998. C’era Prodi e il ministro della giustizia era Flick. Non so per quale motivo si parlava di giustizia durante l’ora di filosofia, ma è da vent’anni si parla sempre di giustizia, in Italia, quindi un motivo vero forse non c’era. Ad un certo punto il professore dice «Perché un tribunale non può condannare una persona senza prove» o una frase così, equivalente. A quel punto una mia compagna di banco ha alzato la mano e ha detto una frase che sembrava detta ieri, dopo l’assoluzione di Perugia, o stamattina, sorseggiando un caffè e discutendo di Perugia: «No guardi, io non sono d’accordo. E’ meglio mettere in carcere uno anche se è innocente piuttosto che lasciare libero per la strada un criminale».

Il professore si è fatto scappare un oh! stizzittito e ha risposto «Beh, se non condividi neppure le basi del diritto moderno, è inutile che continuiamo a discutere, io e te».

Ecco, appunto: se non condividete le basi del diritto moderno, non discutiamone più.

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5 pensieri su “Le basi del diritto moderno e il mio professore di filosofia

  1. Io non so mica se le condivido. Non saprei, dire qualunque cosa sulla faccenda è impossibile. L’unica cosa che mi azzardo a dire è: hanno concentrato tutta l’attenzione sulla ragazza perché guardando il ragazzo è inevitabile pensare ad Alberto Stasi?
    Tutta questa storia mi ha un po’ rimescolata, anche se ho cercato di non farmi coinvolgere dal delirio dei media.

  2. è tornata molto in voga la fisiognomica criminale di lombrosiana memoria: non faccio che sentire commenti del tipo “con quella faccia da finta angioletta, non può che esser lei l’assassina”.

  3. uno è innocente fino a prova contraria, semmai prendiamocela con chi in 5 anni non ha raccattato uno straccio di prova, tipo la scientifica….
    io sono come il professore di filosofia altrimenti tanto vale rimettere la pena di morte, ecc ecc.

  4. Anche io sono in difficoltà nel dare giudizi sulla vicenda, è però evidente che in questo paese contano più gli avvocati che puoi permetterti che le prove. Quel che vedo oggettivamente è che quello che ad oggi è risultato l’unico colpevole è casualmente di origini africane ed ha una situazione familiare ed economica che certamente non lo hanno tutelato quanto gli altri due.

    Solo Amanda e Raffaele sanno il fardello che si portano dentro, certamente mi auguro che il papà e la mamma di Meredith sentano di aver avuto la giustizia che meritavano davanti a tanto dolore. Ma chissà perchè ne dubito.

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