La tramontana. Di cover, di Gianni Pettenati, di me medesimo attraverso gli anni e delle cover (di nuovo)

Nel 1988 ero in quarta elementare e sono andato per la prima volta a Milano con mio papà e mio zio per vedere una mostra di figurine della Panini in un posto che non saprei dire dove fosse. Di quel giorno a Milano ricordo solo tre cose: il Pirellone, la metropolitana (era la prima metro che vedevo in vita mia e mi son fatto fare una fotografia mentre il treno arrivava. Lo dico perché noi tutti ora si senta la distanza con quel 1988 e ci colga tenerezza e sgomento) e il fatto che, quando son tornato, la sera, mia sorella mi ha chiesto “Hai visto qualcuno di famoso, a Milano?”. Io ho fatto finta e le ho detto “Sì. Gianni Pettenati, quello che cantava Bandiera gialla“. Perché Gianni Pettenati? Beh perché mi è parsa una persona famosa ma non abbastanza famosa da non potersi incontrare per strada. Non avrei potuto dirle “Ho visto Gullit, Enrico Beruschi o Gianna Nannini”, perché figuriamoci se Gullit, Beruschi o la Nannini camminavano per le strade di Milano! Avrei potuto dire Gerry Scotti o Paolo Bonolis, che all’epoca erano poca cosa, oppure rispondere sinceramente “No, nessuno” ma ho deciso così, su due piedi, di dire Gianni Pettenati, quello che cantava Bandiera gialla e lei mi ha creduto. Per pochi minuti, però, perché è più divertente far sapere a una persona che l’hai presa in giro che non prenderla in giro e basta (da cui l’esistenza di frasette del tipo “Ci hai creduto / testa di velluto”).

Ad ogni modo, adesso non chiedetemi perché, ma sono finito sulla pagina facebook di Gianni Pettenati. Io non sono un ammiratore di Gianni Pettenati, come si potrebbe esserlo d’altra parte, ma non ho niente contro Gianni Pettenati perché mi è sempre sembrata una persona onesta, discreta e con un certo contatto con la realtà. Nel senso che mi sembra sappia di non essere mai stato un grande artista e neppure una persona capace di smuovere le masse. Lui sa, mi è sempre parso, che ha avuto culo e che se Bandiera gialla l’avesse cantata che ne so Coky Mazzetti, Luiselle, Dino o Bruno Filippini avrebbe avuto lo stesso identico successo e la sua vita sarebbe stata diversa. Ma non è di questo che vorrei parlarvi.

Se dico Gianni Pettenati, voi cosa dite? Bandiera Gialla, ovviamente, poi La Rivoluzione (canzone che porta su di sé la sfiga di avere quel titolo, di essere uscita nel 1967 ma di essere talmente debole da non potersi vantare di premonizione) e La Tramontana, quella di Ho perduto la tramontana / l’ho perduta e la perderò, quella che cantava anche Antoine. Ecco, nella pagina facebook di Gianni, alla voce politica lui scrive “Ho perso la bussola”, che poi è come dire perdere la tramontana e la cosa mi è sembrata buffa e ho detto “Leggiamo in giro un po’ di cose su Pettenati che ci faccio un post, che è una storia buffa”. La cosa, lo ammetto, non è per niente buffa e non avrei scritto questo post se non avessi scoperto due cose sorprendentissime su Gianni Pettenati e sulla sua opera, due cose che hanno a che fare con il post di qualche giorno fa (e che vi invito a ri-commentare perché non ne stiamo uscendo!).

La prima cosa che volevo dirvi è questa: ma voi lo sapevate che Bandiera Gialla è una cover? A me suonava così italiana, con questo nome che è un marchio, e invece no! E’ la cover italiana della canzone inglese The Pied Piper, che vorrebbe dire Il pifferaio più o meno, cantata da un certo Crispian St. Peters:

ma incisa anche da Cher e da Patty Pravo, che qui dimostra come già nel 1966 quando cantava non si capisse cosa cazzo dicesse. La seconda cosa che volevo dirvi, invece, è più delicata. Sentite questa canzone:

Ha fatto una cover di Like a Rolling Stone di Bob Dylan. Ma come ti può venire in mente di fare una cover di Like a Rolling Stone? hai presente come canta quello? come fai a farci stare tutte le parole piane che abbiamo in italiano in quella lingua tutta tronca e smozzicata? Intendiamoci, l’inizio è dignitoso: Anni fa / facevi la carità /ed eri la più chic della città / ti ricordi? Poi però inizia a oberarci di tronche: Anni fa / la gente diceva che / sarebbe toccato a te / ti ricordi? e ancora Ora tu non sei più tu / ora sei caduta giù / ora stendi la mano / chiedi pietà e quindi non può che sbragare definitivamente nel refrain:

Come si sta?
come si sta?
a far la pietra che
sta rotolando giù
come stai facendo tu!

Nessuno ha mai ben capito che cosa voglia dire in italiano essere like a rolling stone ma l’unica certezza che tutti abbiamo sempre avuto è che NON vuol dire fare la pietra che sta rotolando giù. Almeno un come ce lo devi mettere, Gianni, se no sembra Olmo e Tua tu tua patatina mia. A questo punto, mi rincresce dirlo, va riabilitato il Come una pietra scalciata degli Articolo 31. Io all’epoca, che era il 1998 quindi dieci anni dopo l’inizio del post e tredici prima di oggi, li odiavo, gli Articolo 31, mentre mia sorella li adorava. Ora, che li ho riascoltati su youtube, mi fanno tanta tenerezza.

Vabbè, ve lo dico come sono finito sulla pagina facebook di Gianni Pettenati: guardavo quella di Milva (che oggi è un anno da questo) e ho visto che uno degli ultimi post sul suo wall era quello di Gianni Pettenati che le augurava buonissima giornata e finiva con quattro puntini. Beh, anche questo mi fa un po’ tenerezza….

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6 pensieri su “La tramontana. Di cover, di Gianni Pettenati, di me medesimo attraverso gli anni e delle cover (di nuovo)

  1. Di Gianni Pettenati non ricordo assolutamente niente. Ma visto che siamo (anche) dalle parti della nostalgia – degli anni Ottanta e del nostro giovane passato – mi è tornato in mente quando vidi Gerry Scotti a Bogliasco: uscì da una Porsche, ed io gli corsi incontro, non senza timore e timidezza, perché facesse un autografo a me e agli amici che erano con me. Si dà il caso che oggi detesti tanto Gerry Scotti quanto gli autografi

  2. Boh, io ricordo solo che era molto più grosso e corpulento di quanto non avessi immaginato e che fu molto gentile. Più che altro, cosa ci avrà fatto a Bogliasco una mattina d’inverno?

  3. Mi dispiace un sacco non avere più molto tempo per leggere il tuo blog…..ho troppo da fare! ma ogni volta ti trovo incredibile per come scrivi, per ciò che riesci a scovare e a ricordare….continua cosi…magari in un giorno di stallo mi metto qui e spulcio tutto! con simpatia….. 🙂 😉 B)

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