Di cose dolci, di cose salate, di un cane di pezza e dei tentativi (falliti) di psicanalisi

Ci cado sempre: ogni volta che mi preparo un pranzo da mangiare in biblioteca fatto soltanto di frutta (macedonia di pesche, prugne e un mela a far sostanza, oggi) mi coglie ad un certo punto del pomeriggio una voglia ursina di cose salate. Perché diciamoci la verità, le cose salate sono quasi sempre più buone delle cose dolci (sì, pure il burro anche se pare che fossi l’unico al mondo che ancora non lo sapeva, a leggere i vostri commenti…). Fossi a Genova ci sarebbe sempre la focaccia, ma qui non c’è ed è per questo che oggi son caduto in tentazione e ho comprato 90 centesimi (perché resta valido il post di ieri!) di patatine fritte dal distributore automatico. Non ho preso quelle al gusto barbecue perché costavano 40 centesimi in più (cioè quasi il 50%!) ma quelle semplici, anzi classiques.

Queste:


Guardate quel nome antico, ortodontico, quel packaging antico, secondo dopoguerra, quello slogan da Carosello: Blondes à Croquer, le bionde da sgranocchiare, come si sarebbe detto Con quella bocca può dire ciò che vuole o come quando Milva esclamava Ho scoperto il mio momento vivo! che poi era quando beveva il caffè Bourbon!

Sarà per questa confezione retro, sarà per l’overdose di sale, sarà perché ho pensato a Milva, fatto sta che da quando ho letto quel nome FLODOR non ho pensato ad altro che a Floradora e da quattro ore, in testa, mi rimbalza la sigla di Ci vediamo in TV, quella fantastica, quella che provava, senza riuscirci, ad analizzare l’edipo irrisolto di Paolo Limiti.

Che poi un giorno voglio scrivere un post in cui parlo di Paolo Limiti, Justine Mattera e della Donna che visse due volte, perché ci sono splendide analogie.

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9 pensieri su “Di cose dolci, di cose salate, di un cane di pezza e dei tentativi (falliti) di psicanalisi

  1. Qui a Berlino e`pressoche´impossibile trovare patatine. Mi riferisco alle patatine del tipo san carlo quelle semplici che non siano aromatizzate a qualcosa di quasi sempre sgradevole, tipo cipolle paprika speck aceto gorgonzola ecc. E costano tanto, circa 2 euro a pacchetto.

    1. ma tu pensa che io non le mangio mai, le patatine… cioè, le mangiavo alle elementari ma poi basta, bleah che schifio… e invece le ho riscoperte adesso, ogni tanto… sarà l’età? comunque tollero solo quelle che ai miei tempi si chiamavano più gusto, tra le aromatizzate…

  2. No, ma è Parigi allora! (ed il fatto che siamo abituati alla focaccia, secondo me)
    Ieri ho avuto lo stesso identico problema e mi sono dovuta attaccare al distributore automatico che, per le patatine normali mi dava il numero 12 (ma non scendevano!) cosi’, a forza di schiacciare devo aver digitato due volte l’1 e alla fine mi sono ritrovata con l’articolo 11 che erano le barbecue! Le mie pero’ costavano uguali a quelle normali, non eravamo attaccati alla stessa macchinetta evidentemente; peccato, sarebbe stato divertente! 😀

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