Cose fatte alla cazzo, ovvero: Passeggiata nel dolore genovese

La cosa più dolorosa, durante la mia settimana di pausa a Genova, è stata questa, alla Pam di via Aldo Manuzio:


Ma io dico, è un diritto costituzionale mangiare il pesto? è una cosa che ordina il medico, condire la pasta al pesto? non so, è qualcosa che va fatta per sentirsi a posto con la coscienza, usare il pesto? no, io credo di no. E allora, cazzo, se non ti piace l’aglio nel pesto, e dunque se non ti piace il pesto, perché non mangi qualcos’altro invece di mangiare la pasta al pesto senza aglio!? Guarda che son buoni anche i sughi pronti della Barilla, non l’hai sentita Mina?

Ma poi non c’era una legge che vietava di chiamare pesto alla genovese cose fatte alla cazzo? Comunque Berlusconi si fa fare la pasta al pesto senz’aglio dal cuoco Michele, lo sapevate?

Advertisements

22 pensieri su “Cose fatte alla cazzo, ovvero: Passeggiata nel dolore genovese

  1. E se ti dicessi che una ragazza di Pavia mi ha chiesto se sia possibile preparare senza aglio LA BAGNA CAUDA (!!!!), adducendo come motivazione il fatto che le piacerebbe provare, ma l’aglio proprio non le piace?

    1. eh, appunto… la gente non capisce, non capisce proprio… poi vabbè, a me la bagna cauda non piacque, quando la provai, ma riproverei, nel caso, sempre con l’aglio

  2. sapevo che berlusconi ama il pesto senz’aglio.
    Aggiungo che perfino Cassano aveva capito che, non piacendogli l’aglio, non era il caso di ordinare il pesto…

    Invece non sapevo che tu fossi tornato a Genova…
    Pensare che mi preoccupavo della lunga assenza dal Blog tse!

  3. Aglio??? Per me la cosa piú aberrante é che sia confezionato. Il pesto si fa col basilico/aglio/pinoli freschi, punto accapo.
    No, dico, qualcuno di voi ha nella tasca un pesto confezionato che sia vagamente mangiabile?

      1. Sì, sì, ci metto anche il formaggio, puoi dire al tuo cuore di ricominciare a battere. Me lo sono dimenticato nella lista. E poi ci metto anche l’olio, quello che mi ha dato il contadino fatto con le sue olive.
        Insomma, il segreto di tanti piatti semplicissimi di casa nostra è nella freschezza degli ingredienti.

  4. Pesto casalingo anche qui, magari con poco aglio , ma comunque ci va. Il formaggio noi lo mettiamo dopo…. mi aspetta una lapidazione per questo ? 😉

    1. come dopo? quando, dopo!?

      ad ogni modo, permettetemi, il vero problema non è né l’aglio, né il formaggio, né se il pesto è comprato o fatto in casa… il problema è il basilico che fuori dai confini del VII arrondissement de Gênes non si può mangiare… se anche fate il pesto casalingo e lo fate con il basilico sbagliato il risultato è un surrogato. Per questo io il pesto non lo mangio più. E’ un sacrificio, ma è peggio illudersi, no?

      1. Se mi sai dire dove trovo IL BASILICO qui in zona, corro a prenderlo e riempio i vasconi sul terrazzo. Oppure contrabbando i semini per l’anno prossimo. Per ora devo ammettere che il mio pesto è un surrogato, allora….. snif!
        Non ci metto il formaggio perchè lo aggiungo fresco sulla pasta, ok ok… so cosa stai pensando….

        1. allora senti… come dirlo…

          non è che se fai la pasta al ragù dici “No, ma la carne non ce la metto nel sugo… ce la metto poi sopra”. Capito? è una cosa così.

  5. La disciplinare difende il termine “pesto genovese” mentre col termine “pesto alla genovese” uno ci può infilare (o non infilare) quello che cazzo gli pare: patate, anacardi, olio di semi ecc…
    Il basilico serio vive solo alle spalle di scempi architettonici popolari e container radioattivi. Ed in serra…

  6. Io l’unico pesto confezionato che mangio è quello di Sacco di Prà (ma sì, facciamo pubblicità) ! Altrimenti quello casalingo delle nonne, che provvedo a portare da Genova e a congelare, per averne sempre un po’ lì pronto.

    Il peggio del peggio l’ho visto a Dublino: c’era un barattolino con della polverina dentro (immagino basilico) e l’etichetta indicava “Pesto alla Genovese”. Che quanti irlandesi sapranno che il pesto è di Genova….?

  7. Ecco, questa serie di commenti mi intristisce 🙂 . Mi ha risvegliato la coscienza che il pesto de cecco del monoprix e i wrap messicani auchan (che per disperazione chiamiamo piada) non sono appunto altro che degli ignobili surrogati.
    Suib, ne deduco come corollario a quanto dici che il basilico del VII arrondissement de Gênes, al di fuori del sopracitato arrondissement non osi sopravvivere, vero? Se no ne avresti già il balcone pieno…

    1. ma aggiungo, cara, che pure quello comprato all’Esselunga di Buccinasco o di Via Washington è ugualmente surrogato o Ersatz, come ho appreso dicono qui surrogandolo dal tedesco…

      Ad ogni modo, in quell’arrondissement non vivrei mai, mai nella vita. Io sono del troisième, ma vivrei benissimo anche nel primo, nell’ottavo o nel nono. Poi vabbé, credo di essere l’unico a Genova a conoscere il numero die Municipi perché, ovviamente, si va a quartieri o, ancora di più, a sottoquartieri, unità abitative, strade. Si tende ad essere molto local, a Genova.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...