Il trapianto, ovvero: Di piante dai colori strani, terriccio e polpastrelli

Ho appena trapiantato del basilico in una jardinière che ho appeso alla finestra della cucina. E’ stata una impresa estenuante, cominciata lunedì scorso, quando ho iniziato a girare per negozi di fiori e piante alla ricerca della jardinière più economica, del terriccio più economico e della paletta più piccola ed economica, che ho scoperto non chiamarsi petite pelle ma direttamente trasplantoir ed essere, dunque, maschile ed è per questo che mi guardavano straniti quando chiedevo se ne avevano una più piccola e quelli rispondevano che no, perché era il solo che avevano, insistendo per bene sull’articolo perché io capissi che tra pala e paletta c’è un mondo e che, quindi, non mi mettessi a confonder cose.

Ad ogni modo, oggi che è giovedì ho trovato la jardinière e il terriccio da Brico e il paletta da Truffaut e stasera ho provato a trapiantare il basilico dai vasetti infimi al vaso spazioso. Credevo fosse più difficile, all’inizio. Poi mi sono accorto che credevo fosse più facile. Nel senso che prima è andato tutto bene, poi ho cominciato a cospargere di terriccio tutta la casa, a far gocciolare acqua drenata sul parquet, a cavarmi quasi un occhio con il paletta e – soprattutto – ad accorgermi che non avevo messo abbastanza terriccio. Però alla fine ho fatto tutto, attualmente il basilico vive, in due varietà (fin vert e pourpre, perché qui pare esista un basilico viola, giusto cielo!), e in abbondante terriccio, appeso alla mia finestra della cucina. Visto che i guanti costavano troppo (e quelli da bambino, che pure mi sarebbero andati bene, avevano Topolino Giardiniere sul dorso, cosa di cui mi sarei vergognato) ho fatto tutto a mani nude e ora ho i polpastrelli rigati come se avessi fatto il bagno in mare per troppo tempo (chissà poi perché…) e soprattutto ho le mani fragranti di terriccio. Per me che sono urbano non è esattamente il massimo, ma ora farò la doccia e se dopo la doccia il basilico sarà ancora vivo, sarò soddisfatto.

Attualmente mi pare provato, confesso…

Advertisements

17 pensieri su “Il trapianto, ovvero: Di piante dai colori strani, terriccio e polpastrelli

  1. Prima o poi ti manderò del basilico di quello nostro! Ieri sera ho tolto tutte le cime al mio ed improvvisato un po’ di pesto per cena, vuoi mettere la soddisfazione! Anche le zucchine crescono, anche se hanno le forme strane delle zucchine che vengono normalmente scartate dal mercato globale e che frequentando solo supermercati invece che orti tu, cittadino come sei, di certo non avrai presente. E’ proprio una belinata che le scartino tra l’altro perchè sono buonissime anche se sono un po’ deformi!

    1. però quello porpora dà già segni di cedimento… zucchine deformi? sai che «deforme» è un termine che non invita a mangiare? prova a usare «bislacche»!

  2. In bocca al lupo. Se il basilico ti sopravvive alla transplantation ti chiamo come giardiniere. Io mi sono rassegnato a comprarlo nelle vaschette e tenerlo in un vaso con l’acqua: mi dura 2 settimane.

  3. Mi piace un sacco il tuo modo di raccontare le cose, e mi piace un sacco che tu abbia cercato le cose più economiche ( ti sento molto vicino al mio stato di questo periodo) ma sai che non ho idea di cosa sia una jardinière?!? ( a parte quella che si mangia sott’olio) non puoi mettere una foto da qualche parte?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...