Una pastella plausibile

Ci ho pensato qualche giorno, lo faccio? non lo faccio? Sono stato preso da altro, in questi giorni, le elezioni, il lavoro, la dentista, stamattina (che meriterà un post apposta). Lo faccio? Prima mi son detto «Se vince Pisapia lo faccio», poi mi son detto «No, magari lo faccio uno di questi giorni». Ad ogni modo mi ero premunito: tre mele stavano là per ogni evenienza.

Poi ieri sera ho parlato al telefono con mia mamma e le ho chiesto della pastella e lei mi ha sopreso con un «Beh, se vuoi cerco la ricetta di tua nonna». Cioè, esiste una ricetta di mia nonna!? Qualcuno l’ha trascritta? Non so chi, non so quando ha scritto a penna sul Cucchiaio d’argento le dosi che mia nonna consigliava che sono queste:

8 cucchiai di farina
4 cucchiaini di zucchero
un pizzico di bicarbonato
latte ad occhio

Ad occhio. E poi l’ignoto copista ha aggiunto una frase: Attenzione! la pastella deve restare semi-liquida. Semi-liquida. Con la frustrazione di chi vorrebbe dosi rispettose del sistema metrico decimale, con il senso di colpa di chi non ha l’occhio, ma con l’entusiasmo di chi è sopravvissuto a Filone d’Alessandria e a Taziano il Siro e il suo sermone Contra Graecos, con la fame del tardo pomeriggio, e con lo sticazzi se sono le sei e mezza e “tardo pomeriggio” non è più, ho provato a fare i frisceu.

Solo che resta il dubbio su cosa cazzo voglia significare “semi-liquida”. L’avevo chiesto a Muscaria, che mi ha risposto qualche commento fa, ho chiamato mia mamma per conferma e mi sono concentrato per rievocare la consistenza della pastella di mia nonna. Quando mi è sembrata una pastella plausibile ho tagliato le fette di mela (troppo spesse alcune, troppo sottili altre, ma lasciamo perdere), ho scaldato l’olio, ho pucciato (perché son frisceu e dunque si pucciano non si intingono né si imbevono né si immergono) le fette nella pastella e poi hop! nell’olio bollente. Le ho fatte cuocere finché non assumevano il colore che mi ricordavo, la fronte che mi faceva male per la troppa concentrazione, ho tolto le fregugge che rischiavano di intorbidire l’olio, ho aperto la finesta per limitare i danni olfattivi, le ho tirate fuori, le ho messe sullo scottex, sopra il piatto, a spurgar olio in eccesso.

E ne ho assaggiata una.

UN TRIONFO, come già sanno quelli di facebook e di twitter. Per essere la prima volta, intendo dire, perché le ultime che ho cotto sono rimaste un po’ unte, ma le prime! oh, le prime! fragranti, croccanti, succose! mi son quasi commosso. Ora voglio solo un nipote che le cosparga di zucchero a velo.

Ecco, lo zucchero a velo, non ci ho messo… ma che buone! che buone! e che soddisfaziooone!

Annunci

6 pensieri su “Una pastella plausibile

  1. Evvaaaaaai!!!!! 😀
    Standing ovation!!!!!

    Sono soddisfazioni, soprattutto quando non si ha un forno. Alla faccia anche delle piastre elettriche!

    Ora mi salvo la ricetta perché quella originale della nonna a l’è sempre ciù bun-na 😉

  2. Lacrimone pendente da manga… ed ora che tengo pure na fame zozza, mi mangerei volentieri qualcuno dei tuoi frisceau… che voglia… che invidia… ma la ricetta me la scopiazzo!!!
    La prossima volta che passo da Parigi mi autoinvito!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...