In quella notte di luna imprigionata in una delle mille stanze

« No, no, non è la timidezza, stavo pensando di rispondere, e nemmeno ho paura della stanza e del cristallo, semmai di te, sei così strana oggi. E quindi mi avvicinai alla teca, dove in effetti si capiva che c’era dentro qualcosa, e io, in quella notte di luna imprigionata in una delle mille stanze del palazzo sottomarino, in quella radura così propizia alle apparizioni, saei stato pronto a scoprirci di tutto, il luccio silvestre rinserrato nelle proprie spire, di tutto, un’arnia o una piccola imitatrice di santa Eurosia, di tutto, ma non quello che ci trovai. »

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Paolo Zanotti

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4 pensieri su “In quella notte di luna imprigionata in una delle mille stanze

    1. no no, solo Staglieno e un fotogramma del Navigatore in fondo a via Brigate… però è una Genova irriconoscibile, siamo dopo la fine del mondo, diciamo…

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