Finalmente è domenica / ma che bella domenica! Tra fughe, umidità e pesce speziato con riso basmati

Sulla domenica mattina si è scritto di tutto: che è easy, che l’alba spunta presto, di domenica mattina, che piove ma che va tutto bene, sotto le coperte, che si può andare a Orly a vedere gli aerei che partono (bah!), o camminare sotto i castagni per i viali di Parigi, che si sta tranquilli, che si può incontrare Caterina Caselli, che si sveglia già il mercato e c’era pure chi giurava che la nostra domenica fosse , su Raiuno, vabbé, e à un moment donné ci sarà stato pure Leopardi che diceva “Avevo proprio ragione, era meglio ieri”.

A memoria mia, invece, non ci sono canzoni, poesie, croniche o resoconti alcuni che riferiscano di una mattina così: Trilla il telefono e non rispondo, perché sono le nove e diciassette di domenica mattina e si dorme, a quell’ora. Guardo chi è, ad ogni modo, e vedo che è la padrona di casa e mi accorgo anche che ha lasciato un messaggio in segreteria. Sono le nove e trentotto ma lo ascolti e dice, testualmente, questo :

« Buongiorno signor Suibhne. Sono la signora Padrona-di-casa, prorpietaria dell’appartamento sito in boulevard Tal-dei-tali. Mi ha chiamato la vostra vicina del piano di sotto, la signora Cugina. Dice che c’è una perdita d’acqua che invade il suo appartamento. La prego di chiudere il grande rubinetto, subito. Oggi non possiamo fare niente perché è domenica, ma chiuda il rubinetto. Grazie. Sono la signora Padrona-di-casa, proprietaria dell’appartamento. »

Immensamente porca troia, penso. Mi alzo di corsa e vado in cucina a cercare il dove cazzo sarà dove diavolo può essere qui sopra là sotto lì dentro il rubinetto dell’acqua? perché non l’ho mai cercato prima, perché penso che tutto debba andare sempre bene anche se a volte non lo fa? chiamo la signora Padrona-di-casa, risponde il marito che mi risponde in franco-polacco ma mi pare brutto dire “Mi passi la moglie che lei parla alla cazzo”. Dopo un po’ comprende i suoi limiti e mi dice “Aspetti, le passo mia moglie” e inizia a gridare “Padrona-di-casa! Padrona-di-casa! Suibhne, Suibhne!”. Io non rido, che la situazione è drammatica, ma se ora ci ripenso, rido. La sigora Padrona-di-casa è molto tranquilla, mi spiega – in franco-polacco più comprensibile – dove è il rubinetto, che chiudo, e prendiamo accordi per domani. Io mi vesto con due straccetti presentabili e scendo al piano di sotto perché ci si scusa con le vicine di casa il cui appartamento è invaso dall’acqua.

Scendo e mi apre la signora Cugina, una vecchia peroide, fatta come le vecchine della nostra infanzia e vestita con una cappa, come le vecchine della nostra infanzia. E’ molto gentile, non mi ha offerto il caffè come avrebbe fatto una vecchina della nostra infanzia ma è molto cortese, la macchia è un puntolino impercettibile ma bisogna fare attenzione, e forse non è colpa nostra ma del tubo condominiale, parliamo di me e di sua nipote, mi dice di aprire pure l’acqua, quando mi serve e dice che è colpa della cattiva sorte.

Rassicurato torno a casa, vi scrivo questo post e mi preparo a cucinare il pesce che ho comprato ieri al mercato, come suggerito da Csaba in Summer Holidays (di cui un dì, quando riavrò l’acqua in casa, vi parlerò).

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11 pensieri su “Finalmente è domenica / ma che bella domenica! Tra fughe, umidità e pesce speziato con riso basmati

  1. A parte il fatto che sto ancora ridendo come una cretina (perdono, non è mancanza di solidarietà eh :-D) a proposito di gente che parla alla cazzo, questa storia mi ha fatto venire in mente il mio padrone-di-casa olandese.

    Anzi, italiano, che viveva in Olanda da quarantacinque anni e che aveva un modo di esprimersi alquanto particolare.

    Un giorno ‘sto tizio mi rincorre per strada, aveva intenzione di partire per un po’ ed aveva bisogno che gli pagassi in anticipo l’affitto (in Olandese “te huur”) , mi dice quindi senza tanti problemi che devo pagargli DE HOER (puttana) al più presto!

  2. AHAHA!! Maddai era solo un puntino, poteva anche aspettare lunedì.
    Io di fughe d’acqua tra le mie e quelle dei vicini e delle varie rotture pubbliche e quelle di lavatrici varie che scaricano all’esterno sono almeno a quota cinque. Ma spezzo una lancia in favore delle assicurazioni che hanno sempre pagato senza dire una parola.

    1. guarda, non voglio dire ma pare sia già in via di risoluzione… e la signora di sotto è così cortese che commuove quasi… e non ha neppure voluto un caffè, quando è salita!

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