Anche se non ho letto Freud

Primavera, si sa, è la stagione della compilazione dei moduli. Moduli di ogni tipo, formulari di ogni genere, stampati di ogni sorta. Ecco, da qualche settimana mi succede qualcosa di strano: in calce, nella sezione fait à… scrivo senza pensarci Paris, mentre nella sezione le… scrivo senza pensarci la mia data di nascita.

La prima volta mi è successo al consolato: ho scritto 24 aprile 1979 invece che 26 aprile 2011 mentre il funzionario sghignazzava. Ho pensato che aprile, essendo il mese più crudele, facesse scherzi bislacchi e mi confondesse. Ma adesso è maggio, oggi è il 9 e per quale motivo ho scritto, su questo modulo assai formale, 24 aprile 1979?

Forse sto invecchiando male…

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10 pensieri su “Anche se non ho letto Freud

  1. Naaaa! Non è senilità precoce, è solo distrazione. A mon humblissime avis, è il fatto di scrivere *Paris* che incute “timore”: troppe informazioni. Hai compilato talmente tanta paperasse che il tuo cervello va in automatico per risparmiare tempo, che a Parigi è sempre troppo poco. E magari è anche una tecnica di autodifesa inconscia: “nonsonoaparigidacosìtantotempo…nonsonoaparigidacosìtantotempo…nonsonoaparigidacosìtantotempo…”. 🙂

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