L’allegra famigliola che non ha mai visto una lavanderia

Qualcuno di voi lo saprà, non sono precisamente slanciato. Sono proporzionato, ma non proprio altissimo. Questo rende molto complesso piegare le lenzuola, immaginerete. Ora, io non so se per la gente con femori deformi, alta addirittura 190 (si dice esistano, ve lo giuro, e li compatisco ogni volta che volo Ryanair), riesca davvero a piegarle da solo, però so che io devo contorcermi come una Mariangela Melato in una valigia, devo arcuarmi come una Nadia Comaneci che fa le piroette, insomma: faccio molta fatica per evitare che le lenzuola spazzino per terra.

Qualcuno di voi saprà anche che non ho la lavatrice in casa e devo, quindi, lavare nelle laverie a gettone, come gli sfigati e Nick Kamen. Capirete dunque che le contorsioni di cui sopra avvengono in una lavanderia che dà sulla strada e chiunque passi può fermarsi e godersi la scena. Di solito non lo fa nessuno, perché la gente – e non mi sento di biasimarle – se ne frega abbastanza di cosa fanno le persone in lavanderia. Di solito. Perché ieri, erano le nove e io avevo molta molta fame, stavo piegando le lenzuola in punta di piedi, cercando di toccare con la nuca i miei talloni, quando davanti all’enorme vetrina passa una famiglia: padre (brutto, vecchio e con una barba grigia), madre (brutta, più giovane e degli occhiali sbagliati), figlio (ottenne, smilzo e con gli occhiali sbagliatissimi) e figlia (dodicenne, pantaloni troppo corti – anche se ormai ho rinunciato a censurare le caviglie scoperte, ahimé – e faccia davvero ottusa). Vedete, dice la mamma in italiano e ci avrei scommesso il bucato che erano italiani ‘sti quattro stronzi, queste sono le «lavanderie». E stanno tutti e quattro là immobili a guardarmi finché non ho finito.

Ecco, avrei preferito avessero iniziato a compatirmi, a prendermi per il culo, a dire qualcosa e invece no. Là. Fermi. Immobili. A guardarmi. Come gli Uccelli di Hitchcock. Una paura che non vi dico.

Ad ogni modo, mi è dispiaciuto molto che oggi non sia piovuto, rovinando irrimediabilmente la vacanza all’allegra famigliola che non ha mai visto una lavanderia.

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20 pensieri su “L’allegra famigliola che non ha mai visto una lavanderia

  1. Dai che lo sai come funzionano le lavanderie, uno di questi giorni passa Madonna e decide di produrti e di scriverti la canzone che potrai cantare alla prossima famiglia che non ha mai visto una lavanderia: “Each Time You Break My Balls”

    PS: sei pronto per il derby? E’ domani sera, lo sai, vero?

  2. Guarda, ‘sta cosa che a volte le melanzane sappiano di aubergine è sconvolgente! E ti sono mai capitate quelle che sanno di eggplant? Allucinanti!
    Poi torni a Parigi e sanno di Butter, ma com’è ‘sta storia????

      1. Io sono dalla parte dei piemontesi, e ti spiego anche perché: fino al mio trasloco a Pavia, effettivamente non avevo mai visto una lavanderia! 😀

        A Torino non le avevo mai viste, le vedevo solo nei film americani e pensavo che non esistessero nemmeno, in Italia… e invece… 😀

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