La crema del sabato

C’è un’altra cosa che mi manca, qui a Parigi, oltre alla focaccia, i capperi, il polpettone e un basilico decente e non riesco a capire perché non ve l’avevo ancora detto. E’ la crema o, meglio, le brioche alla crema o, meglio ancora, i krapfen alla crema ma andrebbero bene anche le olandesine. “Ma i croissants, i pains-au-chocolat, i pains-au-raisin, insomma: tutte quelle cose lì?” dicono sempre i miei nemici. Intendiamoci, mi piacciono! ma tutto quel burro, tutto quel cioccolato, l’inesistenza di marmellata o crema… La cosa più simile ai miei desideri è la brioche au sucre: non intasa le arterie e ha un gusto sufficientemente neutro. Ma i krapfen, perché i krapfen fritti fritti fritti son così rari e perché, dannazione, son sempre ripieni alla mela? ma che senso ha riempire un krapfen di mela? Malgrado l’irritazione che mi genera l’irritualità della farcitura, quando trovo un beignet (che qui il krapfen lo chiamano beignet così come a Berlino lo chiamavano Pfannkuchen e quindi non ho idea di dove lo chiamino krapfen, anche se sospetto l’Austria, intermediaria pure di würstel) lo compro e lo mangio. Capita raramente, l’ultima volta era successo ad Angers: fuori pioveva, dovevo fare lezione ma ero in esagerato anticipo, perché c’era sciopero dei treni e dovevo premunirmi. Ero molto mogio, ho addentato il krapfen all’odiata mela (che poi a me la mela piace dappertutto, ma non nei krapfen!) ed era completamente crudo, si sentiva distintamente l’umidiccio della pastella. L’ho sbranato guardando una pozzanghera.

Ad ogni modo, stamattina, in una boulangerie su boulevard Brune (che ho lavorato, stamattina!), ho visto dei krapfen passando. Li ho guardati bene ed erano loro: alla mela, al cioccolato e – non ci volevo credere – à la crème pâtissière! Sono entrato, mi son messo in un angolino e ho chiesto anche un caffè. Era delizioso. Lo era abbastanza, diciamo, e ne ho tratto molta soddisfazione.

Poi son venuto in biblioteca a cercare di ricordarmi il tedesco e a chiedermi se Christus als Steuermann sia una bestemmia o no. Credo di no, comunque.

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30 pensieri su “La crema del sabato

  1. Ehhhhh krapfen!! Anni che non ne mangio uno decente… solo quelli surgelati ricotti a fornetto… bleah… qui invece ho il problema opposto… ci sono le olandesine eh… ma tutti i dolci contengono un disgustoso ammontare di CANNELLA (che tollero solo nello strudel!!!)

  2. Molto buoni i krapfen. M’hai fatto venire voglia di mangiarli, ma, ora che ci penso, nemmeno qui li ho mai visti. Ah! Come vorrei tornare allo stato di krapfen-oblio di prima del tuo post!

  3. Ma per krapfen intendi quello che in Toscana – ma immagino anche in altre parti d’Italia – si chiama bombolone?
    Io di krapfen ho mangiato solo quelli – indegni – confezionati.
    E no, con i bomboloni con c’entrano niente.

    1. Guarda, è probabile ma per me sono i bomboloni ad essere confezionati, o ad essere ripieni di gas. Però vorrei ricordare che la Toscana è quel posto assurdo dove una volta ho chiesto “una brioche, per favore” e mi hanno risposto “vole la brioscia?”.

      1. Ah, la brioscia, marchio di fabbrica di molte colazioni della mia infanzia.
        Un giorno di manderò un intero glossario popolato di “aradio” e “apis”.

  4. Qui in Assia il pfannkuchen/krapfen si chiama kreppel. Ti piacerebbe, lo riempiono anche con il pudding tedesco, che è la cosa che più si avvicina alla nostra crema pasticciera. Anzi, riempiono molte cose con ‘sto pudding…

  5. Per quello che so io, si chiamano krapfen dal tirolo italiano all’Austria. Durante l’ Erasmus nella Schwabenland quando ho chiesto il mio primo Krapfen mit Marmelade mi hanno corretto subito con “Sie meinen Berliner, nicht wahr?” . Non conosco le olandesine.
    Vero che qui i beignet non sono paragonabili. E vogliamo parlare del reparto biscotti nei supermercati: solo burro e cacao mentre invece cerco dei normalissimi saiwa ? Non capisco che c’entri Christus però….

  6. Bombolone anche a casa mia. E sì, il bombolone delle sei del mattino quello caldo all’uscita della discoteca è un grande grandissimo classicone della riviera romagnola.

  7. dalle mie parti direi krapfen….ma…..con tutti questi Pfannkuchen e kreppel mi togliete una certezza…non so perchè ero convinto che in tedesco (ma in tutte le aree del germanofone, proprio in tutte) pensavo si dicesse Berliner…infatti cito spesso un aneddoto con il quale si ironizzava su Kennedy che a Berlino nel 1962 volle dichiararsi krapfen egli stesso con la famosa frase “Ich bin ein Berliner!”….ebbene ora mi fai crollare un mito (mito che a ben guardare mi demolisce persino http://it.wikipedia.org/wiki/Ich_bin_ein_Berliner

  8. I krapfen, che io prima di venire qua in Austria chiamavo “craffen”, qui li riempiono con la marmellata di albicocche, e io ho un rapporto conflittuale con loro: non sono niente male, anzi, ma paragonandoli a un morbido, enorme craffen genovese ripieno di crema mi scappa la voglia. Non reggono il confronto, nonostante qui siano di casa.
    La crema manca moltissimo anche a me, invece qui sbattono dappertutto la marmellata di albicocche, le “marillen”. In compenso il Billa ha la Franzoesische Butter Apfeltasche, e questa mi fa far la pace con l’Austria.
    In generale però sia io che il Consorte preferiamo le panetterie/focaccerie italiane, e soprattutto genovesi, a quelle austriache.

  9. Quando vivevo in Olanda li trovavo facilmente, e la crema era buonissima! Le olandesine invece, paradossalmente, non sapevano nemmeno cosa fossero 😉

    A Parigi ho il tuo stesso identico problema, e mi vengono date le stesse risposte già elencate da te.
    E’ un popolo di burro-invasati!

  10. Confermo l’origine austriaca, anche noi slavi austroungarici li chiamiamo ‘krapfen’. E pure a Venezia si chiamano così, ‘bombolone’ suona abbastanza alieno… almeno che non ci si riferisca alle merendine tipo Buondì (buuu!).

    1. sì, ho appena cercato su google images e sbucano fuori foto di detersivi mira lanza, costumi tradizionali e fanciulle deshabillées ma non di olandesine!

  11. ah no! ci son foto di olandesine, ma sono su siti gestiti a Genova, Sarzana o Novi Ligure, che sarà Alessandria ma è Genova… ma tu pensa! mi verrebbe da telefonare alla Jacona in via Bensi e chiedere se hanno notizie…

  12. Ma sarà forse la forma che si deve dare all’impasto (prima della cottura) che può vagamente (moooolto vagamente) ricordare il cappello delle olandesine?
    E comunque ti è andata bene con la ricerca, immagina se si fossero chiamate diversamente, cosa avresti potuto trovare su google images!

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