La punta felpata

Qualche settimana fa stavo correggendo due compiti, uno verboso e uno verminoso (che è riuscito a prendere 2 di comprehénsion e 1 di expression, per un totale di 3/20!), in BnF. Non ero l’unico, perché seduto vicino a me c’era un tipo calvo ma con la barba (di quelli che vogliono dire: sono io che decido dove far crescere i miei peli!, poveri ingenui) che correggeva anche lui.

Usava una specie di pennarello rosso, con il tappo, la canna e la punta felpata e rossa. Segnava con dei tratti rossi, decisi e gonfi, assai più autorevoli che quelli della mia tremebonda bic rossa. Ho deciso che sarei stato più credibile, se avessi corretto con un pennarello rosso, e anche agitandolo nell’aria durante gli orali.

Due ore dopo avevo una penna pointe feutre nella tasca interna della mia giacca.

Non me ne separerò mai più.

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24 pensieri su “La punta felpata

  1. la penna rossa però è più elegante. anche un po’ più cattiva del pennarello, volendo, perché pensi “ah, questo l’ho fatto gius… oh, no, ecco il segno rosso”. il pennarello si brucia subito la sorpresa.

      1. e se ti passa il foglio? lo sai che i pennarelli passano! poi avrai dei protocolli (li usano?) tutti a punti rossi trapassati dalla pagina di dietro, e saranno quasi come quelli che ci riportava la prof di italiano con dentro le briciole di focaccia.

  2. Accolgo il consiglio, grazie ! D’ora in poi voglio lasciare anche io tratti décisi e gonfi, mme prou ne sarà contenta.

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