Due trecce, ovvero: Parole che (forse) concettualizzano cose che nelle altre lingue non esistono

Già tempo fa ci eravamo entusiasmati, stupiti e un po’ inquietati sulle « parole che concettualizzano cose che nelle altre lingue non esistono ». L’universo dei termini per neve in esquimese, per piovere in genovese (e in inglese), per zucca in francese, oppure la Schadenfreude tedesca, la sfiga italiana, quella particolare sfumatura di blu che esiste in russo ma che noi non isoliamo o anche l’azzurro / azul che per le lingue germaniche è semplicemente un blu chiaro…

Ieri insegnavo italiano a una signora mobbizzata dal datore di lavoro quando ne scopro una nuova. Secondo la Mobbizzata – che proprio in questi istanti sta facendo una presentazione in italiano davanti a un gruppo di corridori della Pedal Monzese (diciamo così…), e temo sarà una catastrofe – in francese treccia, nel senso di quella di capelli, si dice diverso nel caso che siano due o una soltanto. Secondo lei si dice natte, nel caso ci siano due trecce ai lati del capo, come le indiane nelle rappresentazioni stereotipate, mentre si dice tresse nel caso in cui la treccia sia una soltanto, sulla nuca. Nel caso le trecce siano tante, «come fanno i neri» (sic!) allora si direbbe di nuovo tresse, quelle che in italiano definiremmo treccine insomma.

Strano, non vi pare? la differenza concettuale non è, a quanto pare, il materiale con cui sono fatte, visto che si usano sempre i capelli, e neppure il numero, visto che se le trecce sono tante, tornano tresses e non son più nattes. Parrebbe, dunque, che il francese abbia un termine per dire “due trecce”. Confesso che non ci credo molto: la Mobbizzata è una persona carissima, figuriamoci, però non riesce a concettualizzare la differenza tra “voi” soggetto e “vi”, nel senso di “a voi”, visto che in francese sono entrambi vous. Diciamo che ci credo poco e chiedo dunque conferma a voi, francofoni.

Quindi Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi sarebbero blondes nattes, yeux bleus et puis? Perché le trecce della Canzone del sole erano due, no?


Lucio Battisti, The Sun Song

Posso dire che in inglese non mi dispiace per niente? anzi… A parte il silver ocean, dico…

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13 pensieri su “Due trecce, ovvero: Parole che (forse) concettualizzano cose che nelle altre lingue non esistono

    1. ma io mi fido delle quattreni bilingui! 🙂 ! ma ti ha spiegato per quale motivo!? cioè, qual è la differenza concettuale tra natte e tresse? è solo il numero!?

  1. Credo di poter confermare, per quel che vale. La mamma di una mia compagna di classe delle elementari, originaria di una di quei paesini sulle Alpi posti sul confine tra Piemonte e Francia (una di quelle signore che parlano quel dialetto che noi Torinesi definiamo patuà, scritto proprio “patuà”)… beh: lei aveva trasposto questa distinzione anche in Italiano.
    Nel senso che parlava di “treccia” quando si riferiva all’unica treccia fatta sulla nuca, mentre parlava di “codini” quando intendeva le due trecce fatte ai lati, dietro le orecchie. A quel punto noi andavamo in crisi, perché, per noialtri, i “codini” erano i tipici codini da bambina, quelli con i capelli non intrecciati e tenuti assieme da un elastico. Tipo coda di cavallo, insomma.
    Ma lei non faceva distinzione: “codini” poteva stare a significare sia le due trecce dietro le orecchie, sia i due codini con elastico colorato e capelli sciolti.
    Adesso me lo spiego: sarà stata una influenza francese, evidentemente…

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