Come si parla a una suora sull’autobus?

Salgo, al volo comme d’hab, sul 91. C’è un posto e vorrei sedermi ma una signora mi blocca: Guardi se vuole sedersi lei, dice, e indica una vecchia suora, curva, col bastone e i calzari ortopedici. Io l’avevo già vista, cosa credete?, e l’avrei senz’altro fatta sedere, se non fosse che era evidentemente aggrappata agli appositi sostegni, come un mozzo in una notte di tempesta o come una lap dancer al suo palo, e si preparava a scendere alla prima fermata. L’avevo vista, dunque, e avevo già capito che non voleva sedersi e mi ero detto soltanto “Toh! Una suora!“, perché qui le suore non si vedono mai.

D’altra parte, non potevo mica sembrare un cinico disinteressato, ho sorriso e mi sono diretto verso la suora. Ed è stato in quel momento che mi è sorto il dubbio inquietante: ma come ci si rivolge a una suora in francese? che le si dice? Soeur? Soror Christi? Hé meuf’?

Alla fine ho optato per un « Madame », laïc et républicain. Lei mi ha detto che no! sarebbe scesa alla prima fermata, grazie, e che non mi inquietassi. Io ho guardato la signora che voleva impedirmi la seduta, ho sorriso come avrebbe fatto Elias o Tisini e mi sono accomodato.

Però non so… pensare a una suora come a una madame mi pare un po’ fuori straniante e un po’ la sventurata risposeMadame la soeur? che ne dite?

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19 pensieri su “Come si parla a una suora sull’autobus?

  1. “Io ho guardato la signora che voleva impedirmi la seduta, ho sorriso come avrebbe fatto Elias o Tisini e mi sono accomodato.”

    Son soddisfazioni, vero?

    Comunque Dovresti dire “ma soeur”. Hé meuf se è giovane. Se è vecchia ci sta meglio hé, la vioque!

    1. la prossima volta, se mai incontrerò un’altra suora, opterò per hé, la vioque. Forse. E comunque non dirò mai ma soeur, perché mi ricorda il film della Breillat (che non era affatto suoresco) e una sorella ce l’ho e non è sicuramente lei.

      Vive la République!

  2. Oddio, sto sistemando la bibliografia di un inquietante libro intitolato “Nuns. A History of Convent Life”. Non saprei come rivolgermi alla suora francese, ma le consiglierei la lettura di: Brown, Judith C., “Immodest Acts. The Life of a Lesbian Nun in Renaissance Italy”, New York, Oxford University Press, 1986.

  3. anche a me è capitata una suora un po’ di tempo fa. “signora” faceva strano. “sorella” faceva cattolico e mi rifiuto. alla fine ho fatto come il nostro amico del bennet: “scusi…”

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