La più grande soddisfazione di un insegnante

Non è stato quando quella studentessa angioina mi ha ringraziato perché le avevo fatto scoprire il Medioevo. Non è stato neppure quando quel mio ex iscritto giovane e di sinistra mi ha detto «Ho insistito perché mettessero nel programma il registro delle unioni civili». Non è stato quando mi hanno consegnato una tesina così ben fatta da farmi credere che, in fin dei conti, ero servito a qualcosa. E neppure quando quelle tre che avevo aiutato in inglese prima della maturità hanno preso un bel voto, quando l’ha preso anche quell’altro e neanche quando mia sorella ha preso trenta e lode di storia moderna, mentre io ero appena arrivato in treno a Monaco di Baviera. Neanche quando il mio studente di italiano usa il congiuntivo trapassato, vi dirò

La più grande soddisfazione del mio essere insegnante è stata lunedì scorso, quando una mia allieva di italiano (quella del doppiaggio!) mi ha portato il risotto che aveva cucinato la sera prima, seguendo una ricetta che le avevo spiegato la lezione precedente. Così cremoso, così ben cotto! Peccato solo fosse sbagliato il riso, ma così cremoso, così ben cotto!

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5 pensieri su “La più grande soddisfazione di un insegnante

  1. e ti capisco, son soddisfazioni! (nelle mie, insuperabili gli indianini che hanno preparato il pranzo indiano solo per me. Fara’ un po’ imperialismo, ma il corso era finito!)

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