Come fosse l’America

Scrive una diciassettenne marsigliese per concludere un temino dal titolo « In che modo il cinema può influenzare la nostra visione di un paese?»:

« Per esempio quando sono partita in America aveva guardato talmente di film come Le diable s’habille en Prada, Sex and the City che credeva che New York erava solamente un mondo di moda, superfiziale e ho stato sorpreso per gli numerosi musei che ho visitato, e per tutte le cose molti interessanti che non vediamo in questo tipo di film. »

Forse davvero, ognuno ha l’America sua. L’America che si merita, forse.

L’ America era allora, per me i G.I. di Roosvelt, la quinta armata,
l’America era Atlantide, l’ America era il cuore, era il destino,
l’America era Life, sorrisi e denti bianchi su patinata,

l’America era il mondo sognante e misterioso di Paperino.

L’America era allora per me provincia dolce, mondo di pace,

perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta,

e Gunga-Din e Ringo, gli eroi di Casablanca e di Fort Apache,

un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il Limentra.

Vecchia America
dei negri piantatori di cotone,
dei magnati a quadrettini
con il sigaro e il bastone,
quando Ziegfield,
grande re del varietà,
strabiliava per la sua modernità…

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19 pensieri su “Come fosse l’America

  1. Non ricordavo la canzone ma lo stile era inconfondibile… quello del buon vecchio Francesco da via Paolo Fabbri 43….

    Già, l’ America è grandiosa ed è potente, tutto e niente, il bene e il male,
    città coi grattacieli e con gli slum e nostalgia di un grande ieri,
    tecnologia avanzata e all’ orizzonte l’ orizzonte dei pionieri,
    ma a volte l’ orizzonte ha solamente una prigione federale.

    L’ America è una statua che ti accoglie e simboleggia, bianca e pura,
    la libertà, e dall’ alto fiera abbraccia tutta quanta la nazione,
    per Silvia questa statua simboleggia solamente la prigione
    perchè di questa piccola italiana ora l’ America ha paura.

  2. “Ma poi tornati qui a Milano sembrano tutti americani
    Vivono vite di sponda ciechi ai loro problemi
    Vorrei metterli su di un Jumbo e poi fargliela vedere
    Quell’America senza gioia, sempre in vendita come una troia”

    campanilistica, ma mi ha sempre colpita…

    1. «Dove il sogno dell’oro ha creato
      mendicanti di un senso
      che galleggiano vacui nel vuoto
      affamati d’immenso.
      Là babeliche torri di cristallo
      già più alte del cielo
      fan subire al tuo cuore uno stallo
      come a un Icaro in volo
      Dove da una prigione a una luna d’amianto
      “l’uomo morto cammina”
      dove il Giorno del Ringraziamento
      il tacchino in cucina
      e mentre sciami assordanti d’aerei
      circondano di ragnatele
      quell’inutile America amara
      leva l’ancora e alza le vele.»

  3. Sai piuttosto che in America la scorsa estate mi hanno chiesto se da noi in Italia esiste lo scaldabagno? Eat, pray, love ha rafforzato numerosi stereotipi…

  4. Purtroppo non ho trovato il video…

    [audio src="http://mp38.incal.net/Canti-antimperialisti/Giovanna_Marini_-_La_sirena_era_alle_cinque.ogg" /]

    1. allora ti rispondo con:
      «Il ventitre d’agosto
      a Boston in America
      Sacco e Vanzetti
      sopra la sedia elettrica
      e con un colpo
      di elettricità
      all’altro mondo
      li vollero mandar.»

  5. e io ritorno al filone gucciniano con -0serei dire- la mia preferita:

    La strada dalla Pennsylvania Station sembrava attraversasse il continente
    come se non tornasse più all’ indietro, ma andasse sempre avanti ad occidente
    fra tombe in ferro-vetro, pianura, pali e gente.
    E indietro invece e in fretta ci tornai, ma in certi miei momenti forse oziosi
    mi chiedo dove sei e che cosa fai e come passi i tuoi giorni noiosi,
    io che non ti risposi in questa casa mia che sai e non sai.

    E immagino tu e lui, due americani sicuri e sani, un poco alla John Wayne,
    portare avanti i miti kennedyani e far scuola agli indiani:
    amore e ecologia lassù nel Maine.

    E là insegnare alla povera gente per poco o niente, vita quasi pia,
    fingendo o non sapendo proprio niente di quello che può ancora far la CIA,
    santi dell’occidente, per gli USA, e così sia…

    Il video ce lo metti tu, vero???

  6. «E gira gira gira gira l’elica e gira gira che piove e nevica,
    per noi ragazzi di terza classe che per non morire si va in America»

    «E com’è bella la vita stasera, tra l’amore che tira e un padre che predica,
    per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America,
    per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America»

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