Nei villaggi di frontiera guardano passare i treni

Sono arrivato a Parigi. L’aereo è decollato in orario, ha superato le Alpi a nonsoquanti piedi d’altezza ed è poi atterrato all’ora prestabilita. Contro ogni previsione.

Mente aspetto il bagaglio, leggo che sullo stesso nastro su cui è atteso il mio trolley pieno di cotechini, scaricheranno i bagagli del volo da Tozeur.

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7 pensieri su “Nei villaggi di frontiera guardano passare i treni

  1. Sinceramente non ho capito il significato di quanto hai scritto. Probabilmente sono retrogrado o tonto.
    Mi farebbe però piacere se potessi spiegarmi. Grazie.

  2. Hai ragione tu.
    Ho messo una virgola proprio male, scusami.
    Dicevo che – guarda che é solo una battuta, io scherzo molto, quasi sempre – nelle valigie da Tozeur i cotechini non ci saranno stati, essendo carne di maiale.
    Non faceva ridere? 😦
    🙂

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