La Storia d’Italia attraverso le canzoni, tra Sanremo e camera mia, dodici anni fa

Quindi pare che a Sanremo faranno una serata evento sull’Unità d’Italia e la canzone italiana. Qui ci sono le canzoni che avrebbero fatto la nostra storia, con un’evidente buco che ingloba gli anni Venti, Trenta e Quaranta, chissà poi perché. Mentre leggevo un po’ perplesso la lista del Corriere, mi è venuto in mente che nel 1999 avevo fatto una cosa del genere, avevo fatto una cassettina di quelle che andavano nei magnetofoni. Ho raspato in quella che resta camera mia anche se non abito più qui e l’ho trovata, dietro i nastri di quelle cose che si ascoltavano quando erano gli anni Novanta e si faceva i giovani impegnati & indignati (c’era pure Vecchioni, pensate un po’) e l’ho trovata.

Avevo fatto anche una copertina con il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Era già inflazionato nel 1999, quindi faccio autocritica. Il titolo della compilation era Italia bella mostrati gentile. Storia d’Italia attraverso le canzoni che nessuno ricorda. Un filino ambizioso, ma avevo vent’anni e – come cantavo in quegli anni – a vent’anni si è stupidi davvero / quante balle si ha in testa a quell’età.

Ad ogni modo, la mia lista di allora era questa:

LATO A

  1. Italia bella mostrati gentile, con cui il Suibventenne voleva ricordare che fummo un popolo di emigranti;
  2. Gorizia, con cui il Suibventenne voleva ricordare che la guerra è brutta (segnatamente la Prima Guerra Mondiale) e che i poveri muoiono per garantire i ricchi ed era tutto un po’ Mutter Courage und ihre Kinder (ciao Milva);
  3. Adua, con cui il Suibventenne voleva ricordare che fummo anche un popolo crudele di invasori e ammazzatori stronzi (non so perché scelsi Adua sei liberata, ma credo che il fatto che non si citi il fascismo me l’abbia fatta sembrare un po’ più potabile: cattiva ma senza ostentar fascismi…)
  4. Un giorno Mussolini andò al balcone, con cui il Suibventenne voleva ricordare l’8 settembre, che fu la morte di una patria, forse, ma la rinascita di un’altra;
  5. Festa grande d’Aprile, con cui il Suibventenne voleva ricordare, appunto, il 25 aprile, la Resistenza e la nascita di quell’altra patria;
  6. Ornella Vanoni, Ma mi, con cui il Suibventenne voleva ricordare un’altra Resistenza, le canzoni della mala e Giorgio Strehler (ciao Milva);
  7. Umberto Bindi, Il nostro concerto, con cui il Suibventenne voleva ricordare – senza rendersi conto dello sbalzo tra la precedente – la scuola cantautorale genovese e Umberto Bindi, ma pure gli anni Sessanta, le aperture melodiche, gli archi e il fatto che alla fine si stava mettendo tutto bene, a quanto sembrava nel 1960
  8. Anna Identici, Cielo mio, con cui non so che cazzo volesse ricordare il Suibventenne: non so che canzone sia, non ne trovo traccia online e non ho comprato il magnetofono da Fnac, quindi non posso sentire la cassetta…
  9. I Camaleonti, Mamma mia, con cui il Suibventenne voleva ricordare che visto che le cose stavano andando bene si poteva pensare all’amore con una certa tranquillità e che le donne stavano assumendo un nuovo ruolo: avevano il diritto di scegliere di mettersi addirittura con un incredulo cantante dei Camaleonti!
  10. Mina, Viva lei, con cui il Suibventenne voleva ricordare che se anche le donne potevano scegliere, non sempre avevano la forza di comportarsi da stronze, anche se avrebbero voluto;
  11. Patty Pravo, Tutt’al più, con cui il Suibventenne voleva ribadire il punto 10, credo, ma soprattutto che gli piaceva ‘sta canzone che gli pareva non fosse abbastanza celebre;
  12. Caterina Caselli, Incubo n°4, con cui il Suibventenne voleva ricordare un impegno scanzonato (Really come on!? ma come ti viene in mente!?);
  13. Luigi Tenco, Angela, con cui il Suibventenne voleva ricordare Luigi Tenco, ribadire l’importanza della scuola genovese (punto 7) e ribadire il nuovo ruolo della donna che manda a cagare il cantante (punto 9, 10 e 11 che mi doveva stare molto a cuore…)
  14. Fabrizio De André, Preghiera in gennaio, con cui il Suibventenne voleva ricordare che poi Luigi Tenco si suicidò, e voleva pure ricordare Fabrizio De André che era appena morto;

LATO B

  1. Francesco Guccini, Un altro giorno è andato, con cui il Suibventenne voleva ricordare che il tempo incominciava ad accelerare (e che gli piaceva Guccini, che era l’età giusta);
  2. Giorgio Gaber, La libertà, con cui il Suibventenne voleva ricordare Giorgio Gaber (che era ancora vivo e  già qualunquista, in realtà) e l’importanza dell’engagement, all’alba degli anni Settanta;
  3. Ivan Della Mea, O cara moglie, con cui il Suibventenne voleva ricordare le lotte sindacali e, appunto, il dovere dell’engagement;
  4. Francesco De Gregori, Atlantide, con cui ignoro cosa volesse dire il Suibventenne, se non che è una bella canzone e che De Gregori una volta era bravo;
  5. Mia Martini, Minuetto, con cui il Suibventenne ribadiva la solita cosa della donna che si deve emancipare ma a volte non ci riesce e pure che Mia Martini era bravissima;
  6. Eugenio Finardi, La musica ribelle, con cui il Suibventenne voleva ricordare l’importanza della musica e del movimento giovanile;
  7. Francesco Guccini, L’avvelenata, con cui il Suibventenne ammetteva di avere vent’anni e che se si fosse previsto tutto questo…
  8. Rino Gaetano, Aida, con cui il Suibventenne voleva ricordare Rino Gaetano (che non era ancora stato santificato. quindi si apprezzi l’intento) attraverso una canzone recap della Storia d’Italia;
  9. Luca Barbarossa, L’amore rubato, con cui il Suibventenne – in evidente stato confusionale – voleva ricordare la violenza degli anni Ottanta, la violenza sulle donne in particolare e non ha trovato niente di meglio e non saprei dire perché;
  10. Eugenio Finardi, La forza dell’amore, con cui il Suibventenne – la cui confusione continuava – voleva dire non so bene cosa, probabilmente che l’Amore move il sole e le altre stelle, una roba così…
  11. Franco Battiato, Povera Patria, con cui il Suibventenne voleva ricordare gli anni Novanta e il crollo di tutto;
  12. Samuele Bersani, Barcarola albanese, con cui il Suibventenne voleva ricordare i boat people che arrivavano dall’Albania e i disordini e Sali Berisha e la missione Alba, credo…
  13. Lucio Dalla, 1999, con cui il Suibventenne voleva ricordare che nel 1966 avevano immaginato un 1999 un po’ diverso da quello che poi sarebbe stato (ma non così diverso come fu il 2001 da quel 2001)

Direi che è una compilation che ha fatto il suo tempo, che pecca di eclettismo (Luca Barbarossa e Ivan Della Mea!? scherzi!?), di sopravvalutazione (due canzoni di Finardi!? Barcarola albanese!?), di reiterazioni, di nordismo e di suibventennismo perché, è evidente, la compilation di Suibtrentenne sarebbe diversa: se proprio volevo mettere Anna Identici – ma perché poi !? – potevo mettere Era bello il mio ragazzo, e parlar di morti bianche, invece di quella cosa sconosciuta. E poi manca qualcosa di risorgimentale, mancano La domenica delle salme, manca Sutta a chi tucca, manca Briganti se more (e mancherebbe Vieni a ballare in Puglia, se il titolo non imponesse solo canzoni «che nessuno ricorda»), manca Lilly, mancano una quantità enorme di altre cose e se vi va potete segnalarle nei commenti.

E poi manca Eskimo che oggi pomeriggio, mentre scrivevo ‘sto post, tenevo in mano una musicassetta guardando la sua copertina stampata il 17 febbraio 1999, mi pare di aver capito davvero per la prima volta.

Perchè a vent’ anni è tutto ancora intero,
perchè a vent’ anni è tutto chi lo sa,

a vent’anni si è stupidi davvero,
quante balle si ha in testa a quell’ età,

oppure allora si era solo noi
non c’ entra o meno quella gioventù:

di discussioni, caroselli, eroi
quel ch’è rimasto dimmelo un po’ tu…

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4 pensieri su “La Storia d’Italia attraverso le canzoni, tra Sanremo e camera mia, dodici anni fa

  1. barcarola albanese la sapevo a memoria, mi piaceva tantissimo, e se ci pensi si riferisce a fatti importanti per l’italia.
    a parte questa, minuetto e l’avvelenata (e la domenica delle salme che però è fuori dalla compilation) non ne conosco neanche mezza. che storia!

  2. Uhhhhh anche io ricordo con gioia la barcarola… un Bersani che non c’è più (ora fa du’palle!)

    Per il resto mi rimane strano che non c’hai messo Orietta Berti, che nei tuoi post sta come il prezzemolo ;P

    Buon Nasale Suib!

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