Il cesto di Natale

Quando ero bambino erano ancora gli anni Ottanta, il padrone era ancora cattivo, ma nelle imprese piccole aveva pure un nome e cognome e lo conoscevi e quindi scioperavi, se c’era da scioperare, e pensavi pure che il padrone era uno stronzo però sapevi che a Natale ti arrivava un gigantesco cesto di cibo natalizio: pandöçe, spumante, torroni, cioccolatini, frutta secca e tutta quella roba che si compra a Natale per buttarla a Pasqua. Certo, non che ti venisse in mente il cesto di Natale quando stavi al gelo di Porta Siberia la mattina alle cinque per far scaricare un vapore (che all’epoca ci scaricavano cose, non era mica un museo!) e neppure quando qualcuno cadeva dalle gru o quando votavi, inutilmente, per la scala mobile o quando pagavi la quota alla CGIL, non ci pensavi per niente e mi pare ovvio.

Però se negli anni Ottanta facevi il bambino, come me, eri tutto entusiasta all’idea che a Natale il principale regalava un cesto a papà e tu avresti mangiato gianduiotti per almeno una settimana, che poi finivano. Immaginate l’emozione infantile e anche il senso di grave consapevolezza con cui ho accolto, all’alba degli anni Dieci, la mail del magnifico domenicano rettore angioino che mi annunciava che il CdA dell’ateneo avrebbe distribuito i cesti natalizi l’8, il 9 e il 10 dicembre! Mi son rivisto bambino, ho pensato a quel mondo là e mi son visto fantozziano a chiedere il mio pacco che come è umano il Magndomrettang! E ho anche iniziato a chiedermi con che faccia si può andare in portineria a dire “Senta, c’è un pacco per me! dalla faccia non si vede ma giuro che son dipendente!”. Ero tutto preoccupato, coinvolto, emozionato eccetera quando ho letto bene e i pacchi sono solo per i docenti confermati oppure i professori a contratto che insegnano almeno 70 ore nell’anno solare.

Si può essere così meschini? si può essere così crudeli da dirmi che ci sono pacchi regalo ma non per te? Se non fosse che tra 14 giorni il mio contratto scade farei una manifestazione brandendo torroni e lanciando marron glacés.

Annunci

5 pensieri su “Il cesto di Natale

  1. ma come puoi pensare di lanciare marrin glacés? blasfemia!!
    sii invidioso: mio papà e mio fratello ricevono ogni anno il loro meraviglioso pacco natalizio, e io continuo ad arruffianarmi il contenuto come quando ero piccola.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...