Messaggi personali anonimi

Nel mio liceo, quando andavo al liceo, esisteva un giornalino che usciva tutti i mesi e che aveva una certa ambizione: c’era chi scriveva di film, di letteratura, c’erano le lettere al direttore e c’era chi faceva le interviste ai VIP della scuola, come la Preside o il Bibliotecario. Quest’ultimo ero io, avevo uno stile brillante e inconfondibile ma ciononostante la rubrica più letta era la Bacheca, vale a dire tre o quattro pagine in cui venivano riprodotti messaggi anonimi imbucati in una cassetta nell’atrio della scuola. L’unica censura interveniva, ad opera della redazione, per i biglietti del tipo “LA PROF DI INGLESE E’ UNA GRAN BALDRACCA“, non per rispetto della prof di inglese o per sensibilità alla questione femminile ma per paura di ritorsioni sulla redazione stessa (quando si dice la gioventù ribelle, eh?). La Bacheca era dunque un florilegio di sognanti “ETEOCLE 5F SEI TROPPO FIGO” e di sapidi “CUNEGONDA 2H, TI HO VISTO SABATO POME IN VIA SANVI… MI TI FAREI SUI CHIODI!“. Non che lo si considerasse giornalismo, ma il Popolo voleva questo, quindi la rubrica cresceva di mese in mese. Una quindicina di anni fa, d’estate, il Secolo XIX ha fatto una cosa simile: si lasciava un messaggio in una segreteria telefonica (eh sì, le mail non esistevano ancora, non esistevano i cellulari e neppure gli SMS…) e il giornale lo pubblicava, con svariati errori di trascrizione, un paio di giorni dopo in una rubrica apposita, debordante di informazioni su “IL BAGNINO DEI BAGNI MARISELLA E’ UNO STRONZO” o di criptici pizzini “PER I RAGAZZI DI SAN ELEUTERIO: SIETE VOI CHE VENITE A FARE LE SGOMMATE COL MOTORINO?“.

Vedete, Libération fa lo stesso e la cosa mi ha un po’ sorpreso quando l’ho scoperto. Intendiamoci: non voglio dire che Libé faccia svariate pagine di bacheca per vendere di più, certo che no, però mercoledì scorso, sotto gli annunci immobiliari e gli auguri per la nascita di un piccolo Mamoukouti, ho scoperto una selezione di Messages personnels. Il primo annuncio, di Syvie e Dominique, invita chiunque sia interessato in un luogo indimenticabile del Beaujolais per «libérer nos énergies et faire jouer nos synergies», se capite cosa intendono… Il secondo è un flusso di coscienza di un marito/amante tradito che culmina in un evocativo «Alors, derrière les mûres de la maison, tu ne vois pas l’île pour le retours du transsibérien ?» che pare rubato a Franco Battiato. Poi un elenco inquietante di: 1) «Cerco ragazza dal nome improbabile ma dal fascino sicuro, venezualana, incontrata una sera di settembre a… » (segue numero di cellulare); 2) «Penelope, bastava chiamarlo Telemaco… In effetti, è troppo tardi, non è più di moda… Sii felice.» (che immagino dedicato a una ragazza che ha voluto abortire malgrado l’incosciente ragazzo non volesse); 3) «Mi hai fatto l’occhiolino nel reparto Natura&Salute, mi sei piaciuto, ti voglio rivedere… appuntamento a Djerba il 10/01/11» (come se Djerba fosse San Pietro d’Olba e non ci fosse altro luogo di incontro che la piazza con la fontana dell’alpino…).

L’ultimo annuncio, che troverò poetico solo perché è un pomeriggio d’autunno, piove e gli alberi perdono le foglie, dice  «Allontanati dalla finestra, prima di leggere. Sono scappate parole dolci, stamattina. Mi hai fatto venire voglia di avere un bambino. Sei il mio pulcino. Patatas, badaboum, vlan… Tutto quello che siamo, cioè.»

Bello, no? Dovrei fare anche io una rubrica di messaggi personali anonimi…

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9 pensieri su “Messaggi personali anonimi

  1. io adoro i messaggi anonimi! un po’ perché sono curiosa come una scimmia, e un po’ perché morivo dal ridere a leggere certi strafalcioni. quella rubrica del secolo me la divoravo.
    bisognerebbe fare un blog di messaggi anonimi: sempre non più lunghi di tot e niente di troppo drammatico. ce n’era uno in inglese che faceva una cosa del genere, ma la maggior parte delle confessioni era davvero drammatica.

  2. Se fossero gratis su internet ne creerei a centinaia, fake.
    Per tutti gli A. da K. Spettre, gli avvoltoi non trovano la carcassa, gli sciacalli stanno saccheggiando il negozio di liquori.

  3. Col desiderio di rimanere serio trovo molto interessante quello che scrivi. Una rubrica molto letta permetterebbe a tante persone di poter dire “finalmente” quello che pensano. Sarebbe sicuramente “liberatorio” e, perchè no, terapeutico.

  4. In azienda da me abbiamo una cassetta per i messaggi anonimi, sarebbe bello se qualcuno la utilizzasse finalmente per mandare messaggi d’amore invece che liste di proscrizione di colleghi che fumano abusivamente nei bagni o per rendere nota la propria situazione clinica dopo aver mangiato in mensa.

    Sarebbe certamente meglio qualcosa del tipo: “Per Gioia Ufficio Reclami: trovo inacettabile che tu non sia ancora uscita a cena con me, e spero che vorrai provvedere quanto prima alla risoluzione della grave problematica evidenziata.” oppure “Per Ugo Ufficio Contabilità: vorrei essere i tasti della tua calcolatrice per farmi schiacciare con la stessa foga” 🙂

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