La pensione

Quando sei il sabato in biblioteca, alle 15.53, mentre fuori Parigi festeggia un’estate in ritardo o una estate di san Martino, un’été indienne in anticipo, e fai mente locale sulla settimana prossima, sugli spostamenti, sull’andirivieni, sui salari che non bastano e che comunque non arrivano, le spese, le cose da fare e il tempo in cui farle, ti chiedi per quale motivo hai passato tanti anni della tua vita a sperare di non finire in un ufficio, a fare lo stesso lavoro, con gli stessi orari, per quarant’anni, fino alla pensione (che è davvero importante e aver le tasche piene e non solo i coglioni eccetera)

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4 pensieri su “La pensione

    1. ah, no. L’ho capita solo ora. E ho pure la risposta al tuo quesito: hai sempre seguito quel proverbio creolo nella versione del poeta che dice “Toujours couri/Pour gagner vie/Quand bien couru/Vie l’est foutue”.

  1. mmh la risposta dell’italiano medio a questo interrogativo che ti poni è “Speriamo di vincere l’enalotto”
    Te cerca di trovare un’altra risposta eh 😛

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