A simulare un andreottismo

Avete presente quando si arricciano le labbra? Vi spiego la scena: sei nel café des Temps che bevi il caffè seduto a un tavolino, arriva una e ti sposti un po’ per farle spazio, che, come von Ribbentrop, vuoi il tuo Lebensraum ma, come von Ribbentrop, hai calcolato male. Lei quindi ringrazia e tu dici che la preghi di non ringraziarti. Poi ti fai i cazzi tuoi e ti leggi degli dei degli animali mentre lei gorgoglia cocacola, ti alzi e visto che non la conosci e lei non conosce te, visto che non ti interessa conoscerla e a lei non interessa conoscere te (inspiegabilmente, non trovate?) ci si saluta con una specie di arricciamento di labbra, uno strizzamento labiale a simular un andreottismo. Ecco, cosa si vuol dire quando si fa così, quando ci si saluta senza emetter suono? voglio dire: è un saluto siamo d’accordo. Ma cosa sostituisce? si vuol dire un generico “Ci si vede”? bisogna accompagnarlo con un’alzata di mento? perché la mia impressione è che voglia dire qualcosa di indicibile altrimenti, che vuol dire anche “grazie” o addirittura “grazie di esistere”. E’ un sorriso abortito, un sorriso formale? o è una frase che non sai come dire?

Perché noi pensiamo di gesticolare più di tutti, e forse è vero, ma qui c’è un vorticoso movimento di labbra, più o meno spernacchianti, di sopracciglia, più o meno arcuate e incredule, di spalle, più o meno scrollate, che secondo me non è mica poi così diverso…

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5 pensieri su “A simulare un andreottismo

  1. Il post più bello letti su questo blog, senza ombra di dubbio (e senza nulla togliere agli altri, per carità!)! Geniale la similitudine del Lebensarum e von Ribbentrop!

    Ecco, secondo me, quell’arricciamento di labbra è il modo di sintetizzare tutto ciò che sarebbe potuto essere e che non è stato. E quindi è, letteralmente, indicibile. Hai colto davvero nel segno. Chapeau!

    Mi sfugge una cosa, però (sicuramente per miei limiti iconologici): perchè andreottismo?

    1. quindi dici che Dante avrebbe dovuto far arricciare le labbra a Beatrice molto più spesso, eh?

      Ad ogni modo, Andreotti: io credo che la vera essenza iconica di Andreotti non stia nella gobba né nelle orecchie a punta quanto, piuttosto, nella sua inquietante assenza di labbra. Andreotti non ha una bocca, ha una fessura stretta e larga. E se pensi alla storia del bacio a Riina non può essere casuale…

  2. è una frase, e precisamente: “non sono sicuro di dover salutare, ma per non far la figura del maleducato ti saluto, e per non sembrare invadente ti saluto con una specie di sorriso alla govi”.
    hai presente quella scena dei manezzi per maia na figgia? dove dice che era seduto a prendere due raggi, passa una signora e gli sorride. lui pensa “si vede che mi conosce”, allora ci faccio “:)”.
    ed è esattamente quel tipo di saluto lì.
    non so se mi sono capita.

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