Le dita di Moravia

L’indolenza delle sere autunnali, orfane di documentari sulle canzoni, di reality sulla cucina o di approfondimenti sull’infanzia di Reagan, mi consuma tra éclairs au chocolat, letture svogliate, peregrinazioni tra feed, siti, youtube,  Rai.tv. Nella sezione Bianco e Nero, ho scoperto una specie di fiction surreale in cui Indro Montanelli finge di spiare Alberto Moravia che sta scrivendo un libro. Chissà chi userebbero oggi, se dovessero farne un remake: chi sarebbe il Grande Giornalista Riconosciuto e chi il Grande Romanziere Riconosciuto? Vespa finge di spiare Baricco? Santoro luma Veronesi? Floris pedina Ammanniti? Probabilmente sarebbe Paolo Mieli a scrutare Andrea Camilleri, ma tanto nessuno farà mai niente del genere e ci risparmieremo la laudatio temporis acti.

La cosa più perturbante è stato vedere Alberto Moravia che picchia sulla macchina da scrivere con due dita, come il più sfigato degli appuntati o il meno aggiornato degli impiegati della Motorizzazione. Ma d’altra parte, chissà in che posizione si mettevano, gli autori del passato, quando dovevano scrivere. Chissà che tic, che rituali, che vizi avevano. Per esempio Tommaso d’Aquino (che non ha mai scritto un libro che si intitola La scolastique, mademoiselle che parli troppo veloce là in prima fila e che non hai un collo): come si sarà messo per appuntare e dettare la Summa? era uno di quelli che girava in tondo tenendosi le mani dietro la schiena, come don Abbondio o Splinter? Oppure con i piedi sollevati e le mani dietro il collo, non troppo in alto per non sciupare l’aureola? E Vico, con tutta quella famiglia rumorosa? E Manzoni? avrà scritto in camicia da notte, con il copricapo con pon pon come Ebeneezer Scrooge e Paperoga, scampanellando per chiamare la cameriera toscana! Leopardi ce lo si immagina facilmente, curvo sul tavolino, perché già a quattordici anni pensavamo fosse così. Poi Kerouac e alla scrittura sul rullo di On the road, per non perdere neanche un secondo a cambiare la carta. E la Morante? lei avrà saputo usare tutte le dita sulla macchina da scrivere?

E Alba Parietti, come ha scritto Uomini? Alzandosi presto la mattina, dandosi una disciplina e battendo con le dita sui tasti di una Lettera 22, reduce di Fgci?

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Un pensiero su “Le dita di Moravia

  1. però, Moravia che attore;-) me lo immagino alle prove: 1) Moravia c’è? RISP. No! e non state a rompere le palle!!!:-))) 2) opinione sul maquillage della donna? RISP: Ma vaff….!!!

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