Giuseppina Paterniti è la più grande giornalista italiana, non ho più dubbi

La più grande giornalista televisiva italiano, non ho più dubbi a riguardo, è Giuseppina Paterniti. Visto che siamo in Italia specifico: lo è comprendendo anche tutti gli uomini, sorry Attilio Romita, sorry Andrea Pamparana, sorry Francesco Giorgino, sorry anche Maurizio Mannoni, mi spiace.

Giuseppina PaternitiGiuseppina Paterniti lo è malgrado – o forse soprattutto per quello – sia inviata da  uno dei posti a cui si dà meno spazio nei tg, quello da cui si fanno le cronache più svogliate, vale a dire Bruxelles. Non saltella con il cilindro per le strade di Londra, a raccontarci i saldi di Harrod’s, come faceva Antonio Caprarica. Non parla senza respirare con l’Empire State Building dietro le spalle, come Giovanna Botteri, né fa collegamenti da sotto le bombe, come Giovanna Botteri. E non è neanche embedded in Iraq come la Maggioni, né obbligata a fare i servizi al telefono, schivando le bombe italiane a Belgrado come Ennio Remondino. Giuseppina Paterniti ci racconta quel che succede nell’Unione Europea, parla di trattati, di economia che scende o sale, di alchimie diplomatiche o architetture istituzionali, parla di crisi economica e di come la commissione europea cerca di intervenire, parla di tassi di interesse o di conflitti tra Barroso e Sarkozy.

Cose complesse e pallose, si dice, e lo dicono anche i direttori di testata che infatti la relegano in fondo ai tg. Però dopo ogni suo servizio accade quel che dovrebbe accadere sempre e che invece mi pare sempre un miracolo: ho l’impressione di aver capito e – soprattutto! – di aver imparato qualcosa che non sapevo. Giuseppina Paterniti, infatti, cerca sempre di inserire le notizie nel contesto in cui avvengono, facendo le digressioni che servono, facendo i previously, come nei telefilm, perché chi guarda si possa rendere conto e possa valutare con tutti gli elementi in mano. Giuseppina Paterniti, è evidente, si pone la questione del pubblico che ha davanti: non si limita a leggere i dati dell’economia europea, magari con una grafica fin de siècle à la Tg1, con una freccia che va su e un immenso 0,01. Lei cerca di spiegarli, quei dati e quei valori, di interpretarli e dire che cosa significano rispetto alla vita di una persona che guarda il tg e se ne fotterebbe legittimamente di PIL e deficit e di rapporti tra deficit e PIL. E poi Giuseppina Paterniti non legge laconica servizi, con l’indolenza dei corrispondenti che recitano le Ansa o le agenzie straniere che si son fatte tradurre: ci mette la passione dei professori che trascinano: muove le mani, fa le facce (a volte pure le smorfie) e mi ricorda molto me stesso quando mi invaso (e sono tra i miei momenti migliori, vi assicuro).

Ecco, io mi aspetto questo quando guardo un servizio del tg: di capire quel che mi si racconta, di coglierne le implicazioni e di saperne qualcosa di più, dopo. Giuseppina Paterniti non è soltanto una delle poche che lo fa, è anche quella che lo fa meglio.

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13 pensieri su “Giuseppina Paterniti è la più grande giornalista italiana, non ho più dubbi

  1. Ecco, ora, conoscendo il tuo modello, il desiderio di assistere a qualche tua lezione aumenta. O forse no: vorrei che la Giuseppina mi dicesse qualcosa del Sommo Bene.
    (Oddio! mentre scrivevo queste stupidaggini si apriva un’altra scheda con la voce “Giuseppina Paterniti” di wikipedia, perché sono curioso e ho un sacco di tempo da perdere. E scopro che ha pubblicato due libri con le edizioni paoline dai titoli orribilmente cattocomunisti: magari ne sa davvero, di Abelardo)

  2. direi che le “bombe” da Bruxelles sono trattate effettivamente bene da lei. probabilmente sarebbe il caso di proporle non proprio all fine. questo è un problema dell’Italia. si occupa poco degli affari europei. e sarebbe il caso di pianificare scalette più coraggiose (almeno il TG3, no?). Comunque grade Giuseppina!!!

  3. Indipendentemente da te, ritenevo Giuseppina la migliore giornalista italiana, l’unica che aveva capito l’essenza della sua professioone, e la praticava con grandissimo onore.
    Romita? Pamparana? Giorgino? Mannoni? Vespa? Mentana? Santoro?
    Al confronto sono solo banali CRONISTI, raccontano la cronachetta politico-economica giornaliera, al massimo mensile, ma non sono in grado di capire (e spiegare!) il corso generale degli eventi a livello macro (cause, relazioni, interessi ed implicazioni), come ogni giornalista, degno di questo nome, dovrebbe sapere fare.
    Per la curiosità di sapere l’età di Giuseppina, ho trovato il tuo commento, e sottoscrivo ogni tua parola, come se l’avessi scritta io.
    Non mi sono mai posta il problema se lei fosse cattocomunista, anarcoinsurrezionalista, nazifascista, dai suoi servizi non si evince. Scopro ora che, da persona seria, lascia l’interpretazione personale ai libri, che si è liberi di comprare o no, e non utilizza il servizio pubblico per comunicarci la propria etica e morale. Ulteriore conferma di unica e grandissima professionalità nel mesto panorama italiano.
    Cara Giuseppina, se hai modo di leggermi, vorrei dirti:

    BRAVA, BRAVISSIMA !!!

    Chiara

    1. beh, io non saprei come farle arrivare il tuo messaggio ma son contento che tu sia d’accordo con me!

      (e sono anche contento di essere d’accordo ancora con me stesso, tre anni dopo!)

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