Sei cose che so di loro…

Ieri, durante un breve viaggo su un treno metropolitano, sono stato circondato da tre liceali che tornavano a casa nel ponente genovese. Ho fatto finta di leggere per ascoltare i loro discorsi e ho scoperto alcune cose che non sapevo dei giovani nati nella seconda metà degli anni Novanta:

1) parlano con assoluta disinvoltura di compagni di classe gay o lesbiche;
2) hanno nomi diversi da quelli che c’erano ai miei tempi: Ana, non è la cattiva di V ma l’abbreviazione di Anastasia…
3) si usa il termine tenero per individuare una persona: “Ma sì! la Matti! quella con i riccioli, non talto alta, quella tenera!”;
4) per ottenere un passaggio in motorino, ad una ragazza può essere richiesto un pompino. Nel caso si accetti, il gruppo dei pari si scandalizza ma non troppo;
5) si commentano le dimensioni dei peni dei compagni di classe, ma solo se la fonte è attendibile: “Ma come fai a dire che ce l’ha piccolo?” “Me l’ha detto la Ana!” “Ah, non sapevo che se l’era fatto…”;
6) oltre agli emo, ai truzzi, ai poser ai chissachi, esistono anche i brutal, ma non ho idea di cosa siano…

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19 pensieri su “Sei cose che so di loro…

  1. E comunque a me nessuno faceva i pompini anche se avevo il motorino, quindi questi tempi sono decisamente tempi migliori!

  2. Io lo so! Come gli emo sono la degenerazione consumistica dei dark/punk, i brutal sono la degenerazione consumistica dei metal con un tocco di emo per rendere il tutto più mainstream.

    Se so queste cose posso considerarmi, almeno un pochino, ancora giovane?!

    1. temo di sì, e per questo ti odio un po’…

      detto questo, è interessante il concetto di degeneratione consumistica dei sottogruppi… mi farei finanziare una ricerca da qualcuno, se qualcuno si fidasse di me… chissà se ne riconoscono la paternità, chissà cosa c’è in comune…

      1. Anche a me appassionano molto queste riflessioni socioculturali sulle tendenze. Sì è interessante vedere come le correnti alternative vengano puntualmente fagocitate dal branding. Ci facciamo un prin?!

  3. quella delle dimensioni del pene (dei compagni di classe) deve essere una fissa delle nuove generazioni: mi è capitato almeno un paio di volte di ascoltare conversazioni da treno in cui gruppi di teenagers (è un termine retrò?) parlassero amabilmente della sovrabbondanza di tizio e delle carenze di caio. sono rimasto sorpreso, però, dalla totale assenza di malizia: ne discutevano come si trattasse di un consueto, fors’anche banale argomento da chiacchiera sul treno.

    sono tornato a genova. riusciamo a vederci per una granita prima della tua partenza?

  4. beh devo dire ke certe cose, più dell’altre, mi fanno sentire vecchia anche per i miei scarsi 23 anni…. e questa tua riflessione sulla cultura adolescenziale urbana mi ha fatto sentire non vecchia… di più e mi kiedo anke io cosa sono i “brutal”???? io mi son persa dopo i truzzi…. dovrò chiedere a mia sorella di anni ne ha meno di me ed è più vicina a certi termini socio-culturali……
    ps: molto carina… ma se vuoi sentire delle belle sali su un bus nella città di pavia tra mezzo giorno e le due cioè quando i liceali salgono in massa….. io arrossisco di continuo!!!!!

    1. ah, ma io salgo spessissimo sugli autobus, anche se non a Pavia… però tornando da Pavia, tempo fa, che ne avevo sentito tra le migliori

      comunque ventitré anni… sei a un passo da loro, suvvia! anche io a ventitré anni dicevo di sentirmi più vecchio dei diciottenni, ma non è vero: adesso scopro che chi ha cinque anni meno di me è praticamente la mia stessa generazione… sono otto, gli anni critici… anche Walt Disney era d’accordo…

      1. la mia pseudo crisi di mezza eta non e solo dovuta al confronto generazionale, il cui distacco è concreto quando la mattina prima di andare in università guardo mtv e mi chiedo ma dove ho vissuto fino adess0!!!!, ma e dovuta anke il mio stato particolare di etnia….. visto che sono nata nel sud america e sono cresciuta in europa… credimi questo binomio socio culturale non mi lascia essere una ragazza giovanne senza pensieri….. per dirti ke ieri in un atto di puro di tortura psicologica sono andata su face book x vedere i miei vecchi amici di scuola…….desolazione…… quasi tutti sposati e con figli……ed io mi son sentita una zitella ke parla con il suo gatto…..conclusione:
        – mi sento vecchia anke se ho solo 23 anni xke la mia massima preoccupazione e quella di passare gli esmi in tempo….. adesso la deffinizione di brutal non mi sembra poi cosi lontana

  5. cara sorella alessandra,
    ho casualmente letto il tuo commento dato che hai lasciato il mio compter accesso.
    Ti scrivo per dirti che pur essendo del 91 la mia conoscenza lessicale presenta dei forti limiti in quanto non ho la minima idea di cosa voglia dire “brutal” ma gia dal nome non ispirano fiducia.
    Non preoccuparti però, il vantaggio di essere del 91 è che trovi di sicuro in giro qualche disturbato cosi gentile da spiegarti per bene cosa voglia dire, mi informero quindi su questa nuova specie di essere che a quanto ho letto dilaga indisturbato in giro per la societa.
    Non essere triste cara sorella se si senti vecchia ma bensi rattristisci perchè ti assicuro che con il passare del tempo le generazioni purtroppo peggiorano invece di migliorare……

    1. beh, a dire il vero pare che abbiamo scoperto il significato di «brutal»… ’91… 😥

      però davvero è carino che tu e tua sorella siate venute a discutere qui… certo che lasciare il computer acceso con i messaggi aperti…………

      1. ahahah sai ormia io e mia sorella cerchiamo nuovi punti di incontro x parlare o meglio discutere animatamente… visto ke siamo state anke cacciate dalla tavola famigliare…. siamo troppo esuberanti per molti ambienti… cmq grazie x averci ospitate….

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