Lasciate guidare l’autista

Se fosse il 1870 e doveste scappare da Rouen perché stanno arrivando i prussiani, salireste di corsa su una carrozza diretta a Dieppe dove incontrereste, tra gli altri, Boule de Suif e due suore. Se foste nel selvaggio west, doveste andare da Tonto a Lordsburg, ignari del fatto che Geronimo sta per assalirvi, tra ombre (sempre più) rosse, prendereste una diligenza assieme, tra gli altri, a John Carradine e John Wayne.

Se, invece, è il 2010 e dovete andare da un minuscolo paesello del savonese a Genova Brignole, non potete far altro che salire su una corriera delle autolinee liguri, un torpedone tutto blu che ti porta dai boschi ombrosi al calore urbano. Non ci saranno suore, non ci saranno John Wayne ma ci saranno molti personaggi bislacchi, ve lo prometto.

Due ragazzi, ad esempio, che salgono a Masone e scendono a Masone, implorando l’autista che li lasci a terra  due minuti dopo essere saliti, appena prima di imboccare l’autostrada. O una sudamericana che a Tiglieto sale timbrando un biglietto e ascoltando l’iPhone. O un signore napoletano che, a San Pietro d’Olba, chiederà all’autista i modi per raggiungere Genova e al suo “Quindi non ci sono altri modi?” si sentirà rispondere Belin, ci sono quattro coriere! quante ne voleva? O una signora seduta in prima fila, vicino all’autista, al posto che nelle gite di classe è delle professoresse o dei compagni di classe che soffrivano il pullman, e che racconta all’autista l’intera vicenda della sua esistenza, da quando ha lasciato Genova trent’anni prima a quando il nipote finirà le medie, tra due anni, e dovrà andare alle superiori a Ovada.

E soprattutto ci sarà la signora, immensa e zoppa, che si siederà vicino a te e che inizierà a strillare, in mezzo ai tornanti appenninici, “Lasciate guidare l’autista! lasciatelo tranquillo!” e – rivolta alla logorroica in prima fila – “Una volta c’era anche scritto: non parlate al conducente! io non le sopporto quelle che fanno così! poi se finiamo nel burrone moriamo tutti”.

Il più delle volte, non cadrete nel burrone.

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3 pensieri su “Lasciate guidare l’autista

  1. ma come? mi aspettavo di leggere : e poi un signore vestito in giacchetta di lana con un gallo sottobraccio, due bambini: l’uno con una bava di 10 centimetri che giocava con la playstation portable e l’altro incallito ma esperto masticatore di gomme americane che formava la costellazione del toro con tutte le Pleiadi sullo schienale del passeggero davanti, uan donna sulla settantina con una permanente qualsi perfetta se non si tenesse conto di un colore “pompelmo rosa” dei capelli…
    ps. personaggi da me incontrati sul pulman delle autovie liguri nel 2003 nel tratto diano marina- san remo. ancora oggi non mi spego l’uomo con il gallo…

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