L’ora gioiosa

Per caso, mi trovo ad esplorare una nuova biblioteca, oggi pomeriggio, ed è una sorpresa. La Biblothèque de l’Heure Joyeuse, al di là del bel nome malinconico, è una biblioteca per ragazzi ma è un miracolo di silenzio, di bambini educati (uno, rosso di capelli e di maglietta, sta usando – attento e rispettoso – un computer pubblico, una con la coda di cavallo, una camminata un po’ avicola e un filo di baffi come quelli dei ragazzini di qualche anno più grandi di lei, sta camminando curiosa tra gli scaffali, con due libri di cose fantastiche sotto il braccio e ora sta valutando se prendere Jean Jaures: Non à la guerre!), di bella luce naturale e di bella vista dalla finestra (alla mia destra una bandiera francese, la chiesa di saint Séverin e un bell’albero di chissà cosa). Non ci sono neanche troppi matti, a parte quella sorta di Georges Moustaki che mi sta seduto dietro, con un maglione un po’ troppo pesante e una barba un po’ troppo luciferina, che compone musica a mente, scrivendo rapido con una matita su un pentagramma. I tavoli son da bambini, quindi piuttosto infimi, tranne questi qui vicino alla finestra che sono di taglia adulto.

Ora è entrato un ragazzino che sta cercando di far amicizia con l’anziana bibliotecaria: uff che stanchezza le scale! questi li riconsegno ma ne ho altri cinque a casa! ho Le fantôme du métro e anche… e come sta e cosa fa e cosa farò quest’estate e cosa farà lei. Mi ricorda un po’ me, quando vent’anni (cazzo, vent’anni!) fa andavo alla De Amicis che stava ancora alla villa Imperiale. Solo che lui è nero ed è già più alto di me, dannato.

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7 pensieri su “L’ora gioiosa

  1. …me da piccolo somigliavi all’ inventore di sogni di mc ewan, cosi, per riprendere i paragoni letterari dopo una banda di idioti che alla fine non mi ricordo mica se ti era piaciuto. gasi comunque, mi fai sempre ridere!

  2. certo che la Banda di idioti mi era piaciuta! Nego di assomigliare a Ignatius, e lo nego decisamente, ma capisco a cosa ti riferivi e devo dire che mi ha molto divertito leggerlo e immaginarmi nei suoi panni, anche se con vestiti puliti e senza cappelli buffi (a parte due settimane fa a Ostia, ma quel caso non conta e – comunque – non esistono prove documentarie [eccetto un file sul mio iPhone] e dunque NON E’ MAI SUCCESSO)…

    ora mi hai incuriosito con ‘sto ‘nventore… mi sa che domani vado a cercarlo, perché me da bambino è una persona a cui sono molto affezionato… me da bambino è stato paragonato anche al piccolo a Oskar di Molto forte, incredibilmente vicino ma io non mi son mai fatto lividi e poi ero un bambino gioioso e infatti mi piaceva Superman e non Batman… comunque grazie, ti farò saper quanto mi piace esser inventore dei sogni 😉

    che poi non ho mai letto McEwan…

  3. ecco, era proprio quello che intendevo per la banda! mai visti capelli buffi né vestiti unti, assolutissimamente. e poi sono sempre più convinta per l’inventore, soprattutto perché a me è sembrato uguale uguale a oskar ma senza farsi i lividi, e sicuramente gli piace superman e non batman. in più entrambi sanno cos’è un googolplex, che per inciso a me sembra una cosa ganzissima, e mi puzza di plagio.

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