Quadra neerlandese

Come sicuramente saprete esiste l’Organisation Mondiale de la Francophonie, che raggruppa i 56 paesi francofoni e 14 paesi inspiegabilmente osservatori (tipo la Georgia o l’Ucraina.. ma chi cazzo parla francese in Georgia o Ucraina!?). Saprete anche che esiste l’Hispanidad, che non ho mai capito se esiste come organizzazione oppure no, e pure l’Comunidade dos Países de Língua Portuguesa, che sono sette da quando Timor Est è indipendente. Sapete anche che non c’è una associazione dei paesi italofoni, perché mettere insieme Italia, Vaticano, San Marino e Svizzera sarebbe mortificante e assai poco esotico.

Quel che forse sospettate ma non saprete è l’esistenza della Nederlandse Taalunie, l’Unione linguistica neerlandese, composta dai Paesi Bassi, dalle Fiandre e dal Suriname. Ora, visto che le Fiandre non sono un paese, checché ne pensino lassù, prassi è che alle riunioni della Nederlandse Taalunie, che immagino facciano in un ascensore, vada il premier belga, assieme a quello olandese e al presidente della bislacca repubblica del Suriname, presieduta per dieci anni da uno che si chiama Runaldo Venetiaan e ora da un ex dittatore. Ora, la cosa non creava particolari dibattiti in Belgio perché altra prassi era che il primo ministro fosse fiammingo: lo erano Dehaene, Verhofstadt, Leterme e pure van Rompuy, che ora dicono presieda l’Europa. Quando a novembre, però, si terrà il summit internazionale dell’unione linguistica neerlandese nientemeno che in un ascensore di Bruges, anzi! in een lift van Brugge il primo ministro belga sarà Elio Di Rupo, il primo francofono da oltre trent’anni. Niente di strano, verrebbe da dire, visto che ai vertici internazionali della francofonia il Belgio era rappresentato da premier fiamminghi. Nessuno si è mai lamentato. In realtà, nessuno si era mai lamentato, perché pare che ‘sta cosa di Di Rupo, assai lontano dall’essere bilingue, che va ai vertici della Nederlandse Taalunie irrita sottopelle mezzo paese, la metà che è sempre irritata ovviamente. Non sono proteste, non sono critiche ma, secondo Le Soir, è il primo segnale di quella che sarà la cifra del primo governo Di Rupo, se mai nascerà: il premier costantemente sotto osservazione anche dai media fiamminghi più aperti e tolleranti.

Di Rupo, intanto, è “pre”formatore ma “la quadra”, come si dice sempre quando si parla di governi, è ancora assai lontana…

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