Zuppa romana. Quando Berlusconi entra nello stereotipo

Grande indignazione in tutto lo Stivale per la canzone Die vier Sterne, cantata da un gruppo di comici tedeschi il cui succo è: non importa un cazzo chi vinca i mondiali, basta che non sia l’Italia. Perché siamo difensivisti, perché sputiamo e simuliamo e poi tutti i soliti stereotipi: pizza, pasta, mafia, mandolino e – per la prima volta nei nostri clichéBerlusconi.

Ad ogni modo, irritazione distribuita in tutto il paese perché noi siamo sempre iper-sensibili quando i tedeschi ci prendono per il culo, come avevano fatto con lo spot di Mediamarkt, ma continuiamo a pensare che Striscia la Berisha facesse ridere e nessuno ha da obiettare se un ministro della Repubblica dice che i rumeni son etnicamente delinquenti.

Ad ogni modo, se devo pensare ai tedeschi che ci prendono in giro, preferisco (ancor più che Carbonara degli Spliff) la intramontabile e trascinante Zuppa Romana.

Tra l’altro, di questa ultima canzone c’era stato un tentativo di controparodia di Lino Toffolo, Pasta e fagioli, ma non mi ha mai fatto ridere. Che fine ha fatto Lino Toffolo, tra l’altro!?

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9 pensieri su “Zuppa romana. Quando Berlusconi entra nello stereotipo

  1. a volte sono contenta di essere parte di un popolo che nessuno conosce.. evito di vergognarmi di una classe politica alla “Zuppa Romana”. grazie per il video:-) !!!

  2. Permettimi di ricordare anche il sottosegretario al turismo Stefani (che fu costretto alle dimissioni, salvo rientrarsene dalla finestra come tutti, dopo alcuni mesi), che alcuni anni fa parlò dei turisti tedeschi con toni non proprio accoglienti (mi ricordo soltanto laa frase “gare di rutti”). Subito dopo, la Bild lanciò la campagna RimiNIX. Bell’autogol, anche quello – tanto per rimanere in tema.
    Ah, comunque: io in Italia non ho visto mai italiani e tedeschi guardare insieme le partite delle proprie squadre in assoluta serenità. La sera del 4 luglio 2006 ero a Monaco ma avrei potuto essere tranquillamente in Patria, da quanti eravamo. Nessuno che ci avesse insultato, eppure li avevamo appena sbattuti fuori dalla finale. In casa loro.

    1. sì appunto… gara di rutti e poi parlava dei sandali col calzino, che è l’altro elemento che viene fuori quando si parla di tedeschi, un po’ come francesi senza bidet e con la baguette sotto l’ascella…

      Pensa che invece in Italia ho visto sfottere degli anglofoni solo perché parlavano inglese come in Australia, contro la quale avevamo vinto all’ultimo secondo e su rigore…

  3. grazie per la visita e gli incoraggiamenti. tra l’altro, osservando la tua foto, mi sono accorto che eravamo compagni di università a genova, caro suibhne. di quelli che riescono anche a dirsi ciao nei corridoi.

    comunque tornando on topic, vogliamo parlare di tutti gli stereotipi che anche noi coltiviamo verso i tedeschi mangiacrauti, disciplinati, rigidi, privi di ironia, mal vestiti e, sostanzialmente, nazisti?

    1. …è che se il mondo è piccolo, quella facoltà era un microbo! Quindi se ti incontrassi in un corridoio ti direi ciao senza sapere chi sei? beh, nel caso atteggiati a mercante veneziano e capirò che sei tu!

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