Pestoschifezza, ovvero: Perché si devono SEMPRE leggere gli ingredienti di quel che si compra

Ora, mi rendo conto che ‘sto blog sta diventando una specie di depandance di Beppe Bigazzi, Wilma De Angelis, Simone Rugiati e suor Germana messi assieme, però vi ricordate il posto dove ho scoperto il mio odio per il dragoncello / estragon? Ecco, stamattina mi son autoconvinto a rientrarci e sono stato folgorato da un panino con del prosciutto che sembrava vero prosciutto crudo e della mozzarella che sembrava qualcosa di comparabile alla mozzarella vera, alla modica cifra di tre euro. L’ho preso, tutto felice, pregustando il pranzo.

Due ore dopo l’ho addentato e mi son detto “humm… che è ‘sto retrogusto?“. Non era dragoncello, era pesto. Questi criminali hanno preso SENZA AVVERTIRE un barattolo di pestoschiffezza – che sa di aglio, mentuccia ed è di colore grigio, come tutti i pestoschifezza che si mangiano fuori dai confini del comune di Genova cioè come i pestoschifezza che mangia la maggior parte di voi, poveri che non siete altro – e l’hanno spalmato su ‘sta specie di ciabatta con la spatolina da Nutella, poi ci hanno messo sopra del vero prosciutto crudo e del formaggio simil-mozzarella, frustrando la mia gioia e rovinandomi il pomeriggio.

Li odio ogni volta che l’aglio sbagliato mi si ripropone.

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5 pensieri su “Pestoschifezza, ovvero: Perché si devono SEMPRE leggere gli ingredienti di quel che si compra

  1. Fuori tema ma neanche troppo. Da qualche giorno sto in canada, per lavoro (si fa per dire 🙂 ) e mi diverto un sacco ad ascoltare il loro accento sul francese, francamente da morir dal ridere, passato il primo choc. Nella mia testa si è formata questa idea

    1. il genovese!? questo non l’avevo mai sentito dire… di solito il genovese viene accomunato al portoghese nella variante brasiliana, ma il quebecois…..

      oppure

      o la celeberrima

      basta, dovrei farmi pagare dal Comune…

  2. a chi lo dici! qui fanno la pizza al pesto: una margherita con sopra uno sputacchio verde di pesto in barattolo della Lidl.
    e poi quegli schifosissimi pesti, mamma mia, li odio! non so quante volte mi è già successo di andare a mangiare da qualcuno e di mangiare pasta col pesto, con la padrona di casa che dice “per te, che sei genovese, un buon Pestho Cenofese!” “ah, eh, grazie!”
    e poi vogliono pure i complimenti! cazzo, la pasta è scotta, manca il sale e il pesto è fatto con la menta e l’olio di semi di girasole, cosa devo dire?!
    veniamo davvero da una città privilegiata, sotto un punto di vista culinario.

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