Aspettando Chantal

I miei jeans hanno tutti un problema: dopo un po’ si bucano e si sfrangiano alle caviglie e – con rispetto parlando – all’inguine. Proprio in quel punto là, insomma. La cosa in sé non crea problemi invalicabili, se si esclude che instilla in me il terribile dubbio di avere le gambe a parentesi tonde. Se si deve parlare ad un convegno in una grande città dell’Europa Centrale, però, sembra opportuno evitare di sembrare troppo trasandato e, quindi, troppo poco credibile.

Per questo, ieri sera, dopo traversie incredibili, dopo aver evitato fregature e commesse tignose, ho comprato un paio di jeans nuovi da Gap. Come è ovvio, essendo un pochettino raccolto, ho bisogno di accorciarli di quel mezzo metro e, come è ovvio, la cosa è piuttosto complessa. Innanzi tutto come si dice “fare l’orlo” è qualcosa che nessuno ti insegna mai. Io ero convinto, chissà perché, che si dicesse qualcosa tipo “faire le bas“, ma credo di essermelo sognato o più probabilmente che Freud ci abbia messo lo zampino. Secondo il garzanti online che ho consultato nello spogliatoio di Gap si sarebbe dovuto dire orler o ourler, non ricordo. Ad ogni modo, basta dire faire des retouches, ho poi scoperto, e la gente capisce. Il problema secondo è dove si trova qualcuno che faccia i retouches. Ho chiesto ieri alla lavandaja di Mouffetard e mi ha consigliato di andare da «une chinoise» che sta davanti a Franprix, e l’ha detto con ostilità etnica. Solo che davanti al Franprix non c’era nessuna cinese, nessun negozio che potesse ritoccare. I miei unici indizi erano la vicinanza con il Franprix e l’origine della sarta, sono andato quindi dal take away cinese e ho chiesto al ristoratore che mi ha detto “Ma certo che lo so! E’ Chantal che fa les retouches! deve prendere quella via qui a destra…. oddio, questa è la destra o la sinistra?”. Era la sinista, ringrazio ed esco ma nella via non c’è nulla. Erano già le otto di sera, proverò domani che poi è stamattina.

Perlustro millimetro per millimetro della via, non c’è nessuna cinese di nome Chantal, poi chiedo alla macellaja francese che mi dice “E’ proprio qui davanti, ma apre alle dieci e mezza” Davanti c’è una saracinesca gialla tutta scrostata che credevo chiudesse un garage. Ringrazio, ora sono in un parco giochi ad aspettare, chiedendomi come sarà una cinese che si chiama Chantal e che fa i ritocchi in un garage.

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8 pensieri su “Aspettando Chantal

  1. Come sono educati però questi francesi che per non farti sentire troppo basso dicono “fare dei ritocchi”! Comunque non ti abbattere, anche Sarkozy ha lo stesso problema, senza contare che Carla si ostina a non voler imparare ad accorciargli le braghe!

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