Al posto dello zerbino. Vicini, vicine e l’aggressività passiva in un modulo

Nei film, la mattina, si apre la porta e c’è una bottiglia di latte e il quotidiano. Nella vita normale non c’è niente a parte lo zerbino. Nella mia vita non c’è neppure più lo zerbino perché la padrona di casa se ne è rimpossessata, lasciando spoglia la mia soglia. A volte, in verità, ci trovo un sacco della spazzatura che ho messo là la notte prima per ricordarmi di buttarla e che saluto con un’imprecazione e uno sguardo rivolto al cielo.
L’altra mattina, invece, ci ho trovato un foglio bianco. Qualcuno che si lamenta perché a ottobre ho piantato un chiodo dopo mezzanotte, mi son detto, ma no: era un modulo da riempire perché venerdì 28 maggio, miei cari, è la Fête des voisins, la festa dei vicini, che qui prendono sul serio. Gilles e Jeanne, che abitano in ‘sto palazzo dal 1962 (cioè quando c’erano ancora in tripletta Kennedy, Krushov e Giovanni XXIII), mi comunicano che vogliono organizzare «qualcosa di semplice» ma che ha «comunque bisogno di un minimo di organizzazione». Per loro «un minimo di organizzazione» prevede che compili un modulo indicando: 1) Nome 2) Cognome 3) scala dell’appartamento e 4) piano, 5) telefono 6) email 7) se partecipo o no e – soprattutto 8) come intendo partecipare.
Visto che vogliono organizzare qualcosa di semplice, posso scegliere se perparare qualcosa di:

A) salato:

A1) quiche o torta salata
A2) biscotti secchi, patatine, mandorle (salate!?), olive…

B) dolce:

B1) torta, dolce
B2) biscotti;

C) bevande,

C1) succhi di frutta
C2) vino

a) bianco
b) rosso
c) rosé,

C3) aperitivo;

D) oggetti vari (piatti e bicchieri di plastica, tovagliolini di carta…);

E) funzionamento (mi occuperò di servire o farò un reportage fotografico);

F) non ho previsto niente ma sarò contento di incontrare i vicini.

Visto che Gilles e Jeanne sono persone semplici ma non vogliono confusione, hanno anche indicato come preferiscono compili il modulo: con un cerchietto attorno alla risposta adeguata. E hanno anche appeso nell’atrio il sacchetto che vedete qui a lato, per la consegna dei questionari.

Non vi è venuta una certa ansia da prestazione? nel senso: io parteciperei anche, con una quiche o con una pasta fredda… Però vi immaginate che tipo deve essere questa Jeanne? se si è inventata un modulo del genere per invitarmi a una festa, come minimo è la regina delle passive aggressive, capace di distruggere con un naso francesemente arricciato ore e ore di impegno culinario, capace di fulminare una quiche con uno sguardo sfuggente, di distruggere con un “buono, mi ricordano le penne che mangiai una volta in un autogrill in Ardèche” il più succulento piatto di pasta della storia delle paste alimentari.

No, credo di non poter andare, non reggerei lo stress. E poi di che cacchio parlo con Gilles, Jeanne e tutti i ricchi che abitano nelle case dei ricchi sotto la mia casa da povero in un palazzo di ricchi?

Vado?

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9 pensieri su “Al posto dello zerbino. Vicini, vicine e l’aggressività passiva in un modulo

    1. sono sicuro che anche nel tuo palazzo si festeggerà, magari anche quei dodici loschi figuri che abitano nel microstudio vicino a te ti porteranno un modulo da compilare…

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