Tasca mosca, ovvero: Della pronunzia gallica di toponimi stranieri

«Mais oui, je te dis! il joue à poche mouche!»

Mentre mi rimetto in tasca il cellulare, il portafoglio e le chiavi di casa, dopo aver superato il controllo para-aeroportuale in BnF, ascolto le chiacchiere dei guardiani e mi chiedo «Chissà che gioco è poche mouche, tasca mosca… Magari è il nome francese della mosca cieca, oppure è un modo di dire malandrino… chissà…»

«T’es sur?» «Oui, Vanden Borre joue en Angleterre à Pochemouche».

Che immagino sia Porthsmouth.

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6 pensieri su “Tasca mosca, ovvero: Della pronunzia gallica di toponimi stranieri

    1. eh, ma sai che ci si annoia a controllare le borse di mezza Europa… quando si finiscono tutti gli argomenti del mondo, si ricomincia da Vander Borre, no?

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